di Nicoletta Toselli

Puoi essere la prima e l’ultima pagina della storia del mondo.  Mi sono resa conto che questo 2020 stia finendo fra chiusure e aperture, ansie e preoccupazioni, speranze e terribili realtĂ .

Quanto tempo è passato dall’ultima trasmissione in radio a fine febbraio dove lanciai un appuntamento ai radioascoltatori: ci vediamo lunedì! Ho avuto comunque un ruolo attivo nella divulgazione di notizie, una specie di terrazza privilegiata su cui potermi affacciare per conoscere meglio la situazione, sono stata come tutti separata dalle altre persone, dalle attivitĂ  quotidiane. Questo passaggio all’inizio ha procurato in me una profonda trasformazione, da spettatore a partecipante. Con il tempo ho scoperto come sia stato soprattutto un fatto mentale in cui in realtĂ  alla fine mi sono scoperta piĂą ricettiva, con i sensi allertati. Ci avevano privato del piacere della pausa, di quel tempo sottratto agli affanni della

vita di cui ora ci siamo riappropriati, pause che fanno bene cosi come il terreno messo a riposo producono meglio soprattutto quando privo di aiuti chimici. Quest’anno la pausa che ci siamo dovuti prendere ha spostato in avanti la mia idea di serenitĂ , il continuo martellamento mediatico ha indotto a pensare che questa sarebbe stata la nuova normalitĂ . Tutto ciò alla fine mi ha reso critica, ho cominciato a guardare la situazione anche da altri punti di vista trasformando tutte le negativitĂ  della situazione in pensieri propositivi: guardare, insomma, l’altro lato della medaglia. Comprensione, ascolto, accoglienza sono le nuove  parole chiave per non estinguersi. La parola “crisi” può essere letta come ” opportunitĂ  “, la fame d’aria che sentivo si è trasformata in stimolo per crescere e cambiare il mio schema mentale, mi sono adattata a tutti i nuovi mezzi tecnologici di comunicazione, ho messo in atto strategie nuove di ascolto. Quindi dal mio punto di vista questo coronavirus non è stato piĂą un nemico ma un’occasione per poter rivalutare il mio io e le mie competenze. Dopo esserne uscita, integra da questa situazione, non potrò mai piĂą subire qualsiasi condizionamento globale. Il mutamento è ogni singola cosa che cambia costantemente la sua forma, non esiste un vero concetto di stabilitĂ  ma solo la capacitĂ  di adattarsi al cambiamento. Concludo dicendo che bisogna fare un po’ come i surfisti: attendere l’onda buona, munirsi di protezione e cavalcarla restando il piĂą possibile in piedi.