“Hardship of Life”, la foto scattata da Mehmet Aslan, ha vinto l’edizione 2021 del premio “Siena international photo awards”. Un’immagine che stringe il cuore in un turbinio di emozioni, difficili da esprimere se non con la scrittura. Ammirando questo scatto vero, spontaneo, si coglie tutto l’amore che un genitore, seppur in difficoltà, riesce a trasmettere a chi ha generato con amore.

Scenario la guerra in Siria. In primo piano papà Munzir, senza la gamba destra, devastata da una bomba, caduta mentre stava passeggiando in un bazar di Idlib. Al suo cospetto, il figlio Mustafa, nato senza gli arti inferiori e quelli superiori a causa della tetramelia. Una malformazione causata dall’assunzione di farmaci da parte della madre Zeynep, colpita, durante la guerra in Siria, dal gas nervino. Da quando reso noto dagli organizzatori del premio, il piccolo avrà bisogno di protesi elettroniche, non ancora disponibili in Turchia.

Il tutto, focalizzato in una cornice perfetta per un salto verso quell’infinito, ricco di ilarità che solo i piccoli sanno trasmettere nella loro ingenuità.

Non è stato semplice trattenere il magone alla vista della foto che, in pochi minuti, ha fatto il giro del mondo. Sono, però, convinta che abbia un suo perché nell’esprimere tutto ciò che caratterizza l’essere umano. Da una parte l’orrore della guerra. Un conflitto fratricida che sta mietendo vittime innocenti. La mancanza di amore da parte dell’uomo, capace di gesti inconsulti e azioni senza senso. Dall’altro, la speranza che un domani ci si possa ritrovare a vivere in un mondo  pieno di sorrisi. Si sorrisi, ilarità, gioia, pace sociale. Utopia? Forse, ma voglio crederci.

Maria Cristina Saullo