Fino a qualche mese fa, poco prima della cambio al vertice del governo italiano, non c’era giornale, rivista, radio oppure online, che non si occupasse inizialmente delle elezioni americane di novembre 2020. Poi, dell’attacco da parte dei sovranisti legati a Trump, a Capitoll Hill. E, infine, del passaggio di consegne tra lo stesso Trump e il vincitore delle elezioni, Joe Biden.

In Italia, in questo arco di tempo, hanno fatto fortuna alcune casa editrici, grazie alla pubblicazioni di libri, scritti da giornalisti, inviati, esperti di politica estera. Ma bisogna essere onesti: tanti hanno colto nel segno, raccontando con cognizione di causa, cosa sia accaduto in America tra novembre e gennaio scorsi, e spiegato il perché, nella prima volta della storia, un presidente sconfitto alle urne, non volesse lasciare la Casa Bianca. Tuttavia, nel Belpaese, sono stati diversi gli pseudo scrittori e aspiranti Mentana, che, magari vantando un lavoro a Ny per una tv o una agenzia, o semplicemente, seduti davanti a un pc, hanno inviato o messo insieme diverse fake news. Comunque, il Casinista, per approfondire come siano cambiati gli Stati Unti, come abbia reagito il popolo americano al disastro dell’amministrazione Trump, si è rivolto, intervistandolo, al professor Domenico Maceri, già docente presso l’Università di Santa Barbara, l’Ucla, già professore all’Allan Hancock College. Ma anche scrittore e giornalista. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto i premi della National Association of Hispanic Publications. E sono stati pubblicati su The Japan Times, The Washington Times, The Chicago Tribune, The New York Times. Maceri, è originario di Pellegrina, una piccola frazione di Bagnara Calabra in Calabria. Ecco l’intervista:

Le scorse elezioni presidenziali Usa sono state seguite con enorme interesse dagli italiani. È la solita saccenteria ritardata degli italiani?

Non sorprende che le elezioni americane siano state seguite in Italia e probabilmente in altre parti del mondo. L’elezione del presidente americano influenza non solo la vita politica, economica e sociale in America ma raggiunge anche il resto del globo. Ovviamente solo i cittadini americani possono votare nell’elezione americana ma in un certo senso si tratta di un individuo con sommi anche se non infiniti poteri che in un modo o nell’altro toccano la vita di tutti.

Riuscirà il ticket Biden-Harris a riportare gli Stati Uniti a prima potenza mondiale?

La strada è in salita ma fino ad adesso sembra che Biden-Harris stiano lavorando bene. Un recente articolo del New York Times lo conferma. Compara gli atteggiamenti di Trump di governare con tweet e il metodo della nuova amministrazione di agire con politiche precise guidate da professionisti. La politica estera, ovviamente, sarà difficile da gestire perché gli eventi fuori dagli Stati Uniti si controllano e si influenzano con più difficoltà.

Ancora: sanità, clima, riforma fiscale ” è questa la strategia giusta da adottare?

Il piano di stimolo per affrontare la pandemia, approvato alla Camera e avanzato al Senato, consiste della priorità immediata di Biden. La sanità e i cambiamenti climatici sono stati toccati leggermente con il rientro degli Stati Uniti negli accordi di Parigi e la riapertura della possibilità di comprare copertura sanitaria nei siti del governo che Trump aveva limitato.

È notoria l’amicizia tra il presidente Biden e Obama. Che peso ha avuto il primo inquilino di colore della Casa Bianca nella vittoria dei democrats?

Barack Obama si era astenuto dal partecipare nelle elezioni primarie per senso di fair play verso tutti i candidati democratici. Una volta che Biden vinse la nomination Obama ha fatto del tutto per l’elezione del suo ex vicepresidente a cui è legato non solo da amicizia ma anche di comunanza di vedute politiche. Indubbiamente Obama ha contribuito notevolmente a incoraggiare gli afro-americani a recarsi alle urne e votare per Biden.

Kamala Harris può essere il candidato presidente democratico del futuro? O ancora per gli Stati Uniti, dopo il disastroso quadriennio Trump, non è tempo per un presidente donna e soprattutto di colore e figlia di immigrati?

Gli Stati Uniti son o stati vicinissimi a conferire la presidenza a una donna nel 2016. Infatti, Hillary Clinton ricevette 3 milioni di voti più di Trump. Ciononostante il meccanismo dell’Electoral College consegnò la vittoria a Trump. La Harris ha certamente un futuro brillante nella politica americana dopo Biden, il quale si crede non si ricandiderà a un secondo mandato. Se la Harris farà storia divenendo la prima donna di colore ad occupare la Casa Bianca dipenderà in parte dal successo dell’attuale amministrazione. Al momento le possibilità sono buone.

Gli incidenti di Capitol Hill resteranno nella storia in eterno. Chi avrebbe immaginato che la culla della democrazia fosse presa di mira dai seguaci di un presidente che non ha accettato e continua a non accettare la sconfitta elettorale.

Gli assalti al Campidoglio sono stati rivelatori di quanto possa essere fragile la democrazia. Non mi hanno sorpreso poiché Trump aveva già usato un linguaggio incendiario da candidato politico ma anche nei suoi quattro anni di mandato. Mi ha sorpreso il fatto che le forze dell’ordine non fossero preparate per una tale eventualità. I segnali erano già annunciati. Il 6 gennaio, giorno in cui il Congresso era pronto per proclamare Joe Biden presidente, Trump fece un raduno a Washington con parecchie migliaia di sostenitori. La scelta del luogo e del giorno non è stata casuale né il suo incoraggiamento di marciare sul Campidoglio. Trump disse che sarebbe stato con loro ma ovviamente per ragioni di vigliaccheria e sicurezza si limitò ad incitare gli scalmanati all’assalto.

A proposito, Trump è ormai il passato o ancora ha voce in capitolo nel GOP, magari “investendo” sulla figlia Ivanka? E c’è la possibilità che, superato il secondo impeachment, sia accusato da qualche solerte magistrato?

Ivanka rimane un’incognita. Direi che lei si preoccupa di più per le sue attività commerciali ma non si sa mai. Per quanto riguarda i guai legali di Trump non finiranno facilmente. Il numero di denunce civili e criminali in parecchi Stati dell’Unione non lo faranno dormire tranquillo. Avendo perso l’immunità e l’uso o l’abuso del ministero di giustizia per i suoi illeciti dovrà pagare le spese legali di tasca sua. Come si sa, Trump è tirchio e ha una lunga storia di non pagare i suoi avvocati. L’incognita è in che modo il nuovo procuratore generale Merrick Garland affronterà alcuni illeciti dell’ex presidente senza dare l’apparenza di vendetta politica.

Come si può cercare di abbassare la tensione razziale sebbene gli scontri tra neri e forze dell’ordine continuano, ed è sempre aperta la caccia ai messicani e agli immigrati islamici?

I problemi razziali esistono da secoli e nonostante tanti passi avanti fatti nel corso della storia gli afro-americani continuano a soffrire la discriminazione. Tutto era peggiorato con Trump e la sua politica che sorrideva ai gruppi suprematisti. Con Biden ci si aspettano miglioramenti. Alla fine però ci vorrà tempo affinché tutti gli americani possano essere considerati cittadini con uguali diritti senza riguardo al colore della pelle. Una speranza in questa direzione ci viene offerta dai giovani che tendono in grande misura ad avere menti più aperte dei loro genitori e nonni.

Dalla calda California che visione le arriva della situazione politica ed economica italiana? Draghi sarà in grado di risollevare le sorti di un Paese alla frutta?

Seguo la politica italiana dalla lontanissima California e non mi sbilancio. Non mi sembra che ci sia tanta differenza fra Giuseppe Conte e Mario Draghi.

Ritiene, infine, possano esserci collegamenti tra il sovranismo Usa e quello rappresentato in Italia da Salvini e dalla Meloni?

Indubbiamente Salvini e Meloni si collegano per idee e comportamenti al populismo americano contenuto nella figura politica di Trump. Direi però che i due leader politici italiani rientrano di più in una corsia tradizionale di destra mentre Trump creò la propria figura divenendo quasi un culto. I suoi seguaci lo vedono quasi come una figura religiosa.

Astolfo Perrongelli