«Il Consiglio di garanzia del Senato ha restituito il vitalizio a Formigoni e a tutti gli ex senatori condannati per vari reati. Voglio evidenziare che se hai avuto una condanna non accedi al reddito di cittadinanza.

Ma al vitalizio parlamentare sì. Quanto è misera la vita negli abusi di potere». Così una internauta soft, ironica e forse rassegnata. Per commentare il soggetto, tutto casa e chiesa, meglio dire casa e putica, ci vuole ben altro. Intanto il Nostro è chiamato il “Celeste”, un soprannome nato in Brianza, a opera del brianzolo Domenico Pisani. Lo spiegò a suo tempo la testata “Nuova Brianza”: «Per due motivi. Il primo che gli azzurri di provata fede berlusconiana, i primi “Sansepolcristi” del cavaliere sin dal 1994, volevano differenziare il loro colore, azzurro appunto, con quello di Formigoni che era entrato dopo in Forza Italia passando per la camera di decantazione del Cdu ora scomparso. Se il colore dei primi aderenti a forza Italia era azzurro, lui che era arrivato dopo, doveva era il celeste (azzurro stinto). La maiuscola al soprannome arriva dopo. Per via di quell’atteggiamento etereo che Formigoni ha sempre tenuto prima, durante e dopo le giunte e nei rapporti con gli altri assessori. Sofisticato, altezzoso quasi divino. Ed ecco allora la brillante idea di coniugare le due cose con il soprannome Celeste. Quanto mai azzeccato».

L’ex governatore della Lombardia è stato condannato in via definitiva a 5 anni e 10 mesi di reclusione per corruzione; è stato detenuto nel carcere di Bollate dal 22 febbraio al 22 luglio 2019, quando gli è stata concessa la detenzione domiciliare, in quanto ultrasettantenne, come richiesto dalla difesa.

In gioventĂą il Celeste incontra don Luigi Giussani, aderendo al movimento â€śGioventĂą Studentesca” e, in seguito, a â€śComunione e Liberazione” (diventando â€śMemor Domini” nel 1970, a 23 anni).

Si vantava di essere casto. In una un’intervista â€ś disse: «Io non mi sento minimamente sminuito nella mia umanitĂ . La castitĂ  è l’imitazione della vita di Cristo. Ci sono stati milioni di uomini e donne che si sono arricchiti di questa esperienza». Parole che Formigoni espresse a proposito del coming out di monsignor Kryzstof Charamsa, dichiarando anche che «l’astinenza è disumana».

Casto sì ma non fesso. “La Provincia Cremonese” lo dipinse così: « Il Capodanno in Sudafrica, le vacanze in barca a vela in Croazia, il ponte dell’Immacolata a St Moritz, il viaggio in Oman. E le cene nei ristoranti di Milano. Come il Pirandello, in viale Gian Galeazzo, 6, Porta Ticinese. In tribunale vanno in onda le vacanze dorate di Roberto Formigoni, l’ex potente governatore ciellino della Lombardia passato dalla bella vita alla cella del carcere di Bollate. Qui sta scontando la condanna definitiva per le tangenti in sanitĂ : 5 anni e 10 mesi di reclusione dopo l’inchiesta sulla Fondazione Maugeri/San Raffaele».

La Lega Nord in Lombardia, nei giorni passati, ha “salvato” Formigoni, votando contro la proposta di costituzione di parte civile nel processo per corruzione.  Poi il Consiglio di garanzia del Senato ha confermato la decisione della commissione contenziosa di Palazzo Madama che ha stabilito il diritto alla pensione per l’ex presidente della Regione Lombardia e senatore della Repubblica. Il Consiglio di garanzia ha dunque respinto l’appello presentato dal segretario generale di Palazzo Madama contro la decisione di primo grado. L’organismo composto da senatori scelti dalla presidenza fra giuristi eletti a Palazzo Madama avrebbe deciso, si apprende ancora, anche nel merito e non solo sulla sospensiva. A giorni dovrebbero arrivare le motivazioni. Casto e timorato di Dio.

Bruno Gemelli