Andrew Pollard dell’Università di Oxford, uno dei padri del vaccino Astrazeneca, nonché il leader massimo della sua sperimentazione, in una intervista ai giornali Lena (Leading European Newspaper Alliance), , afferma che probabilmente non occorrerà una terza dose anti Covid in autunno: “Vedremo. I vaccini ci stanno dando una protezione eccezionale, in Europa e nel Regno Unito.

Ancora non sappiamo se l’immunità acquisita svanirà nel tempo, né l’impatto delle varianti”, “se mai dovesse essere necessaria, bisognerà vedere quali e quante persone vaccinare per la terza volta, magari solo gli anziani a causa della loro immunità più fragile nel tempo. Mentre tutti gli altri magari avranno infezioni leggere, anche per anni dopo la seconda dose. Se invece il virus mutasse così tanto da bucare i vaccini, allora un’ampia fetta di popolazione avrà bisogno di una terza somministrazione. Ma a oggi mi pare uno scenario estremamente improbabile”, “al momento i dati sono rassicuranti: tutti i vaccini sembrano decisamente efficaci contro le manifestazioni più gravi del Covid, nonostante le varianti. Le infezioni moderate da Coronavirus continueranno, ma non me ne preoccuperei più di tanto”. Inoltre il capo-ricerca di Oxford sottolinea che “dobbiamo rinunciare all’idea di immunità di gregge. Siamo di fronte a un virus che muta, dunque è un concetto bislacco. La vera domanda è: quanta popolazione dobbiamo vaccinare per abbattere il numero ricoverati per Covid?”, “abbiamo fatto enormi progressi, in Europa vediamo la luce. Ma, dal punto di vista globale o in Paesi come l’India, siamo soltanto all’inizio di questa inquietante guerra. Perciò bisogna sempre pensare in chiave mondiale, e non al proprio orticello”, “il principio è che gli anziani e i più fragili debbano essere protetti in tutto il mondo, non solo da noi. Altrimenti, si torna al punto di partenza”. Stigmatizza poi la frase del presidente francese Macron sulla inefficacia del vaccino di Oxford, rivelatasi infondata: “Commenti simili mettono a repentaglio l’intera campagna vaccinale, non solo Oxford-AstraZeneca, perché erodono la fiducia dei cittadini di tutto il mondo. Questa è la mia preoccupazione più grande”. Sui casi di trombosi inoltre precisa: “Stiamo ancora studiando questo fenomeno incredibilmente raro. Ma ci sono tante altre cose decisamente più pericolose, come per esempio guidare la macchina in città” e “dalle prime indicazioni che abbiamo, è ancora più infinitesimale di quello dopo la prima”. Sulla liberazione dei brevetti poi spiega che nasce con un intento positivo ma evidenzia che la produzione è così complessa che passerebbe un anno prima di avviarla.