Il codice degli appalti è una questione particolarmente importante, delicata e complessa che richiede a tutte le forze politiche, alle parti sociali e al mondo delle imprese uno sforzo di mediazione particolarmente significativo, che sia scevro da visioni ideologiche e opportunistiche, ma ancorato al merito delle questioni. 

La pandemia e la crisi da essa generata possono e devono essere superate sostenendo le famiglie e le imprese, garantendo sviluppo e lavoro, realizzando opere che possano concretamente migliorare il futuro del nostro Paese, garantendo che i fondi stanziati dal programma Next Generation EU siano adeguatamente investiti e non finiscano in filiere criminali e di corruzione.

La sfida che abbiamo davanti a noi è di portata storica e richiede che lo sviluppo sociale ed economico, tanto attesi quanto necessari, siano realizzati coniugando la necessaria rapidità degli interventi con il dovuto rispetto delle regole e la messa in pratica di procedure idonee a garantire la trasparenza dei processi decisionali e dell’allocazione delle risorse. Per questo motivo, come Avviso Pubblico, invitiamo le forze politiche, il Parlamento, il governo,
le parti sociali e il mondo delle imprese a tenere presente tutto questo e, per quanto riguarda il
Codice degli appalti, quanto segue:

  • L’ingente stanziamento finanziario previsto dal programma Next Generation EU sta già
    suscitando l’interesse delle mafie e della criminalità economica, come evidenziato in
    diverse sedi istituzionali, a partire dalla Commissione parlamentare antimafia. Dobbiamo
    impedire che queste importanti risorse pubbliche finiscano in mani criminali e corrotte,
    ma fare in modo che esse siano investite a beneficio di tutta la collettività;
  • Il codice degli appalti non può essere sospeso o cancellato, ma va applicato e, in certe
    parti, riformato, seguendo le indicazioni fornite da autorevoli rappresentanti istituzionali
    oltre che dal Presidente di ANCE;

In materia di subappalti va tenuto presente quanto previsto dalle Direttive europee, le
quali, tra l’altro, non incoraggiano il ricorso alla procedura di assegnazione tramite il
cosiddetto “massimo ribasso”. Quello che va migliorato è il controllo di tutta la filiera dei
subappalti, monitorando l’esecuzione dei subcontratti e rendendo pubblici i soggetti
coinvolti nell’esecuzione delle opere. Nel codice esiste già una norma –l’art 105, comma 2
dlgs 50/2016 – che obbliga gli appaltatori a comunicare alla stazione appaltante chi sono
i subcontraenti. Ad oggi, tale norma risulta nei fatti disapplicata;

  • È necessario attivare in tempi rapidi la Banca dati degli operatori economici, compito
    assegnato ad ANAC e finanziata con specifici fondi stanziati nell’ambito del PNRR. La
    digitalizzazione del fascicolo degli operatori economici permetterà di conoscere in modo
    trasparente la filiera dei subcontraenti e di verificare se le imprese che si candidano a
    partecipare ad un bando di gara abbiano effettivamente tutti i requisiti richiesti;
  • Va ridotto il numero delle stazioni appaltanti in modo da facilitare il controllo delle
    procedure e l’esecuzione delle opere;
  • Va potenziata la Pubblica amministrazione sia procedendo all’assunzione di nuove e
    qualificate figure professionali con capacità di progettazione, gestione e controllo, sia
    accelerando sul processo di digitalizzazione”
    • Roberto Montà