Con l’Inghilterra, se ci arriva, ce la giocheremo perche’ siamo forti anche quando non siamo al massimo.I noltre gli Azzurri hanno cuore grosso e palle più grosse ancora.

Una volta i rigori erano per noi maledetti. Poi venne Berlino e la Francia ne beccà cinque su cinque. Noi abbiamo sbagliato il primo, poi sono stati gol: dos, tre, quatro e cinco; il cinco lo ha calciato delicatamente il “piccolo Giorgio” scatenando dappertutto la festa azzurra. Non è stata una bella Italia: in vantaggio con un gol di rapina siamo stati raggiunti a 10 minuti dalla fine dopo che Mancini aveva sostituito Verratti. Il petite italien non aveva brillato, ma appena è uscito loro hanno pareggiato. Sara’ stato un caso? Nei supplementari l’Italia ha sofferto, maledettamente .Le coronarie hanno rischiato di schioppare (scoppiare) quando Gigio cazzeggiava in area, poi rimetteva coi piedi regalando quasi sempre la palla a loro .Alla fine Donnarumma si è fatto perdonare alla grande, parando il rigore di Morata. Senza Verratti, senza Immobile, senza Insigne, senza Barella e poi anche senza Chiesa l’unica cosa da fare era puntare tutto sulla lotteria dei rigori. Le statistiche dicono che dagli 11 metri generalmente vince la squadra che tira per prima. Quando Locatelli si è fatto prendere dall’emozione calciando un pallone che sembrava uno spaghetto stracotto, si è temuto il peggio. Invece, subito dopo il migliore in campo, Olmo, ha calciato come calciò Roby Baggio a Pasadena. Belotttti (4 t di elogio per lui) insacca a fil di palo, 1-0 per noi. Moreno la piazza forte e precisa, 1-1.Bonucci da guerriero sgamato qual è spiazza e insacca, 2-1.Thiago Alcantara (spara forte a mezz’altezza, Gigio quasi ci arriva), 2-2.Bernardeschi, cannonata al sette, 3-2Morata avanza lemme lemme, finta e tira: Gigio si allunga e para, sempre 3-2 per noi. Poi e Jorginho che si traveste da torero, spaccia la bestia cornuta, e ci manda in finale, 4-2. Dopo la festa, passata la sbornia di felicità, Mancini da stasera saprà’ il nome dell’ultima avversaria. Chiunque essa sia, più l’Inghilterra che la Danimarca, il ct azzurro in vista della finale deve sistemare il reparto di centrocampo che ha retto a fatica contro il palleggio degli spagnoli e arrangiarsi come può in attacco dove Immobile proprio non va. Gli inglesi, o i danesi, non giocano di fino ma di forza e dovrebbero soffrire il gioco a terra dei nostri. Comunque, alla finale cominceremo a pensarci sul serio da domani. Ora sgoliamoci a gridare: Brava Italia, forza Italia.

Nicola Sparano