E’ forse lo studio più completo mai condotto e ha portato alla scoperta che gli oggetti in plastica che sono utilizzati per contenere i nostri cibi e le bevande da asporto sono gli elementi più diffusi che inquinano i mari. Il report è stato effettuato dall’Università di Cadice, in Spagna.

Sacchetti monouso, bottiglie di plastica e involucri per alimenti sono i quattro “killer” che inquinano maggiormente gli oceani, costituendo quasi la metà dei rifiuti prodotti dall’uomo.

Da evidenziare che solo 10 prodotti in plastica costituiscono il 75% di tutti i rifiuti oceanici. Ciò include attrezzi da pesca, corde sintetiche, imballaggi industriali, coperchi di plastica, lattine per bevande e bottiglie di vetro.

Alcuni scienziati hanno affermato che l’identificazione delle principali fonti di plastica oceanica ha chiarito dove era necessaria un’azione “purificatrice”. Hanno chiesto, inoltre, il divieto di alcuni articoli usa e getta comuni e che i produttori si assumessero maggiori responsabilità.

L’azione su cannucce di plastica e bastoncini di cotone in Europa è stata benvenuta, hanno detto i ricercatori, ma ha rischiato di essere una distrazione dall’affrontare tipi di rifiuti molto più comuni.

“Non siamo rimasti sorpresi dal fatto che la plastica costituisse l’80% dei rifiuti, ma ci ha sorpreso l’elevata percentuale di articoli da asporto, che non saranno solo i rifiuti di McDonald’s, ma anche bottiglie d’acqua, bottiglie per bevande come la Coca-Cola e lattine”, ha affermato Carmen Morales Caselles, responsabile dell’importante ricerca. Adesso ci si attende che, dopo i risultati emersi, emerga anche il buonsenso e un po’ di educazione e rispetto per l’ambiente. Altrimenti sarà una catastrofe annunciata.

Astolfo Perrongelli