Il papà del sondaggio “scientifico” è stato lo  statunitense George Gallup che nel 1936 riuscì a predire correttamente il risultato delle elezioni presidenziali intervistando soltanto 50 mila persone, mentre l’allora molto quotato Literary Digest sbagliò clamorosamente la previsione pur avendo intervistato molte più persone! Forte di quel successo nel 1958 Gallup fonda The Gallup Organization, ancor’oggi in attività.

Ricordiamo, al colto e all’inclita, che il sondaggio è un metodo statistico volto a valutare le proporzioni di diverse caratteristiche di una popolazione a partire dallo studio di una parte della popolazione, chiamata campione. Il sondaggio d’opinione ha lo scopo di conoscere l’opinione di un gruppo di persone relativo ad un dato argomento. Il sondaggio d’opinione che si occupa di estrapolare i risultati elettorali alla fine delle elezioni si chiama exit poll.

In Italia il sistema dei sondaggi è regolato da un’apposita Autorità in base all’articolo 1, comma 6, lett. b), n. 12, della legge n. 249/97. A fronte del crescente impiego dei sondaggi d’opinione come strumento di conoscenza e di informazione nella vita politica, sociale ed economica del Paese, nonché delle variazioni delle metodologie utilizzate nel corso degli anni, nel 2010 l’Autorità ha ritenuto opportuna una revisione della disciplina regolamentare adottata nel 2002. Da qui il nuovo regolamento approvato con delibera n. 256/10/CSP, a seguito di una consultazione pubblica con gli operatori del settore, sostituisce la previgente delibera n. 153/02/CSP, successivamente modificata dalla delibera n. 237/03/CSP, ed è finalizzato a garantire all’utente/cittadino la correttezza dell’informazione. I soggetti realizzatori dei sondaggi ed i titolari dei mezzi di comunicazione di massa sono tenuti, pertanto, a conformare la loro attività a requisiti di rigore metodologico, correttezza professionale e trasparenza.

Naturalmente il sondaggio non è il vangelo, ma le forze politiche talvolta lo usano come se fosse tale. Ricamano, sognano, fanno progetti, persino investimenti sul futuro.

Un osservatore attento, apparentemente tecnico,  di questa materia  è il sito “Termometro politico”, che, nella settimana dal 6 al 12 giugno, ha messo a confronto le rilevazioni di sette istitutiSWG, Termometro Politico, Tecnè, Demopolis, Ipsos, EuromediaEMG.

Con questo commento: «Questa settimana sono proseguiti alcuni dei trend che interessano le intenzioni di voto dei partiti da alcune settimane. Fratelli d’Italia prosegue la propria avanzata, che cresce al 19,7%, sfiorando quel 20% che alcuni istituti già le attribuiscono. In compenso continua a calare la Lega, che raggiunge un nuovo minimo. È ora al 21,3%, era dall’aprile 2018, subito dopo le elezioni politiche, che non scendeva a questi livelli. Si profila una lotta a tre al vertice, come già mostra Ipsos, che mette, unico istituto, il Pd in testa. In media invece il partito di Letta è al 19,1%, in recupero ma al terzo posto».

Insomma, sempre da prendere con le pinze. E seguire la Smorfia: non è vero ma ci credo. Almeno così diceva Eduardo, che, però, ci credeva.

Bruno Gemelli