Gli esperti del Panel on Climate Change (IPCC) del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, hanno previsto che fra il 2030 e il 2052 la temperatura aumenterĂ  di almeno 1,5 gradi centigradi. Cifra che andrĂ  sommata agli 0,3 accumulati dal 1880. Questo porterĂ  dei grossi cambiamenti, il mondo che conosciamo potrebbe, come afferma la scienziata Carolyn Porco, astrofisica, accademica, divulgatrice scientifica e ricercatrice statunitense, non esistere piĂą: partendo dalla carenza di cibo e acqua potabile, fino all’inondazione delle zone costiere e agli eventi atmosferici violenti e improvvisi.

“Non c’è nessun pianeta B” afferma la scienziata e sottolinea l’importanza di salvaguardare il pianeta, in quanto non sarebbe possibile portare tutto quello che è necessario altrove. I cambiamenti climatici sono la nostra prima emergenza, sono fenomeni relativi alle variazioni del clima della Terra  calcolati  su differenti  scale spaziali (regionale, continentale, emisferica e globale) e storico-temporali (decennale, secolare, millenaria e ultra-millenaria).Secondo la Convenzione quadro delle Nazioni Unite bisogna distinguere tra variabilitĂ  climatica e mutamenti climatici. La prima riguarda quei cambiamenti dovuti a cause naturali, come le glaciazioni  mentre i secondi riguardano i cambiamenti climatici indotti o prodotti  dall’uomo e dalle sue attivitĂ . Non possiamo, inoltre, sottovalutare che gli effetti dello sviluppo industriale e post-industriale tra Ottocento e Novecento, siano stati ignorati a lungo: ecco perchè ora diventa sempre piĂą necessario porre rimedio. L’effetto serra, argomento dibattuto in ogni convegno sul clima, mette al centro l’ozono che  ci protegge dalle radiazioni solari distruttive quando è alto sopra la Terra nella stratosfera ma quando si avvicina al suolo ha diversi impatti negativi duraturi. Si stima che in superficie abbia causato 365.000 decessi a livello globale nel 2019 danneggiando i polmoni delle persone vulnerabili, come i bambini piccoli e quelli con asma. Allo stesso modo, danneggia i sistemi respiratori delle piante, la loro capacitĂ  di fotosintetizzare, riducendo la crescita e i raccolti. Ecco perchè nella parte superiore della troposfera, è un potente gas serra, che aumenta le temperature globali. La pandemia ha rallentato il commercio globale all’inizio del 2020, le emissioni di ossidi di azoto, sono diminuite del 15% a livello globale con riduzioni locali fino al 50%, secondo uno studio condotto dagli scienziati del Jet Propulsion Laboratory della NASA.Conseguenza di queste necessarie premesse è l’ impennata dalle temperature di questi giorni.Fra Nord Africa,  Italia meridionale e Balcani l’aria calda direttamente dal deserto del Sahara ha portato in Tunisia 48.7° C, un record nazionale come i 41.5°C di Malta superati dai 45°C a Noto (Sr) in Sicilia.Anche in Canada continua l’incredibile improvvisa e inusuale ondata di calore: Lytton per il terzo giorno consecutivo batte il record assoluto con una temperatura di 49.6°C stimata dal Canada’s official weather and climate source. Il record assoluto di 45°C del 1937 è stato superato di oltre 4°C. Poche zone al mondo sono state, in questi giorni piĂą calde. La temperatura piĂą alta mai misurata nel nostro emisfero in una zona non abituata al clima estremo. Nell’emisfero settentrionale tali valori si sono raggiunti in Algeria e nel Kuwait. Altri valori record li registriamo in Canada, nella British Columbia: Cache Creek 47.4°C, Grand Forks 45.0°C, Kamloops 47.3°C, Kelowna 45.2°C, Lillooet 46.7°C. Ci sarebbero anche diverse vittime. Mediamente la temperatura, in questo periodo, dovrebbe oscillare tra i 24 e i 28°C.A riprova dell’ emergenza clima dobbiamo annotare che nel Brasile centro meridionale, Uruguay, Argentina e Paraguay stiano vivendo  una fase invernale decisamente fredda a causa dell’ arrivo di masse d’aria di natura antartica. Sono stati anche battuti molti record di freddo. La gravitĂ  del problema dei mutamenti climatici  causati dall’attivitĂ  umana negli ultimi due secoli è direttamente collegata al modello economico. Non è un’analisi o una critica spicciola al capitalismo ma un’osservazione basata su dati concreti: una crescita continua e inarrestabile, in un ambiente dove le risorse siano finite, non può che produrre devastazione. Non possiamo parlare dell’ aumento delle temperature di questi giorni senza collegare un effetto negativo avendo posto nel passato tante cause non positive. Dobbiamo dare voce e ringraziare i tanti movimenti di opinione e di attivismo come Fridays For Future o Extintion Rebellion, con la loro azione di sensibilizzazione negli ultimi anni l’ attenzione dei singoli è sicuramente migliorata, alleggerendo l’impatto che ognuno di noi ha sul clima. Il modello economico che mette il denaro al centro, contiene al suo interno la possibile soluzione, se vogliamo sopravvivere non esiste altra strada.
Nicoletta Toselli