Avvocata e attivista che dedica la sua vita alla lotta contro ogni forma di odio e di discriminazione. Obiettivo? Creare diritti “XXL”: abbastanza larghi da vestire tutti. 

“Quando ho capito cos’era un abuso di potere ho capito che nella vita avrei voluto battermi contro tutti gli abusi”. Cathy la Torre è un’avvocata e attivista italo-americana. Da bambina, per imparare la lingua italiana, leggeva i quotidiani. A 7 anni, per il suo compleanno, chiese come regalo l’abbonamento a Repubblica. A 9 anni, quando le fu chiesto cosa volesse fare da grande, rispose: “L’avvocato e il legislatore, perché il legislatore può cambiare il mondo attraverso le leggi ed è la persona più fortunata che esista”.

“Ci immaginiamo diritti anche dove tecnicamente non ci sono e li costruiamo grazie alle nostre battaglie”. Il suo impegno sociale inizia nel 2008, quando fonda il Centro Europeo di Studi sulla Discriminazione, volto a raggiungere l’uguaglianza di tutti i cittadini. Con il suo studio legale “WildSide-Human First”, Cathy vuole combattere le ingiustizie, per ridare alla persona la propria dignità e risarcire la comunità per ciò che le viene tolto ogni volta che un diritto viene calpestato. Per Cathy riparare alle discriminazioni significa quindi fare in modo che ciò che potrebbe essere percepito come una sventura, come essere donne, gay, poveri, disabili, extracomunitari o trans, si trasformi in ricchezza collettiva e che ci sia giustizia per ognuno. 

“Non esistono cause perse ma solo cause che devono ancora essere compiute”. Cathy si è battuta per ben 19 anni affinché si parlasse dell’approvazione di una legge contro l’omotransfobia. Offendere, aggredire o uccidere qualcuno in ragione della sua identità di genere o del suo orientamento sessuale non può non essere un reato. È grazie al suo impegno se oggi delitti e offese, volti a discriminare o ledere la dignità umana, sono puniti con una pena proporzionata al danno provocato. Cathy ha poi lottato affinché nell’adozione di un bambino figurasse solo il termine “genitore” e nessuna famiglia fosse così discriminata, neanche le famiglie arcobaleno. 

 “Per tutti coloro che fanno dell’odio il motore della loro vita, vogliamo interrompere questo ciclo”. Nel 2019 Cathy ha lanciato, la campagna contro l’odio in rete: “Odiare Ti Costa”. Essa supporta le vittime dell’odio sul web, permettendo loro di avere un risarcimento economico e rimuovendo le pagine incriminate, inviando una segnalazione a questo link. L’iniziativa è nata quando l’avvocata, notando un aumento dell’odio in rete, ha dimostrato come il fenomeno sia in crescita soprattutto nei confronti di donne, omosessuali, immigrati, ebrei e diversamente abili.