Nonostante l’antipatia verso gli italiani, accentuata dalla sconfitta nella finale degli Europei, i bookmakers inglesi (che, naturalmente, antepongono gli affari alla bandiera) pare siano pronti a gestire le scommesse sulle elezioni regionali in Calabria. Ma, al momento, sono in difficoltĂ  perchĂ© neppure loro riescono a ben focalizzare gli schieramenti per poter valorizzare le quote delle scommesse, al punto che una vecchia volpe del mondo degli allibratori pare si sia fatto scappare, con un certo disappunto, la frase “Calabria is a bet!” (“La Calabria è una scommessa”).

E questo i calabresi lo sanno bene, e da tanto tempo, perchĂ© le scommesse sui cambiamenti (positivi), elezioni dopo elezioni, le hanno perse tutti. Ma a guadagnarci sin qui non sono stati i compassati bookmakers anglosassoni in “principe di Galles”, ma i masnadieri nostrani, che qualcuno ha definito “alligatori”, quelli ai quali gli elettori si sono prostrati (e forse continueranno a farlo ancora, e chissĂ  per quanto tempo) all’insegna del consolidato rito della “messa in piega” storicamente legato alle tradizioni del Santuario della Madonna di Polsi, lĂ  dove “mamma santissima” significa qualcosa di ben diverso da una preghiera. Logico che i compassati e bombettati allibratori si trovino in difficoltĂ : molto piĂą facile scommettere sul colore di base del kilt del principe Carlo ad una cerimonia o su quante volte fa la pipì durante il giorno il terzogenito del principe William, duca di Cambridge…in Calabria difficile quotare un candidato (o candidata) che oggi c’è e domani “sparisce”, come d’incanto, difficile puntare su cavalli vincenti, sia che abbiano calcato l’ippodromo di Agnano che il centro ippico di Frascineto.

La terra calabrese è ora impegnata a recuperare una stagione estiva prima che tutto possa, malauguratamente, tornare come prima e la zona rossa a Terranova da Sibari non è certo legata alla presenza di comunisti contagiosi…quando le temperature scemeranno, dopo gli immancabili temporali estivi che dovrebbero spazzare via non la monnezza domestica prodotta dagli esseri umani, ma quella che si identifica in parte della politica calabrese, sarà il momento di tirare le somme.

E diamine! Diamolo il tempo ai “poteri forti” di capirci qualcosa, di contribuire a sistemare sulla scacchiera i pezzi giusti per dare scacco matto a tutti gli altri, cittadini in primis (la cui soglia del “dolore” è modificata dall’averci fatto il callo). Un’opera “pia”, quella che dovranno accollarsi i “poteri forti”, che tornerĂ  utile agli allibratori: si potrĂ , di conseguenza, scommettere sulla riapertura delle Terme Luigiane, sulla normalizzazione della sanitĂ , sul ripescato Cosenza che rimane in serie B, sul numero delle auto che attraversano il Ponte di Calatrava nella cittĂ  bruzia, sul colore prevalente dei container al porto di Gioia Tauro…in altre parole, ci si potrĂ  divertire. E tutto, forse, resterĂ  come prima, anche se nessuno vuole ammetterlo…

Letterio Licordari