La Covisoc, che non è un antibiotico anche se lenisce gli spiriti
bollenti ma è la Commissione di vigilanza sulle società di calcio
professionistiche, ha bocciato il ricorso del Chievo Verona che è
destinato a ripartire dai Dilettanti dopo qualche decennio di gloria.

La rateizzazione dei debiti con il fisco non sarebbe in regola. «Per la Covisoc – ha scritto La Gazzetta dello Sport sull’orlo del burrone – il problema del Chievo è la “pacifica intervenuta decadenza» della rateizzazione, “ammessa dalla società” e che ha reso quindi non sufficienti i due pagamenti effettuati in extremis”. Ma la società avrebbe un documento dell’Agenzia delle Entrate. La strada sembra in salita, il Cosenza pronto a subentrare». Resta il Coni, “spes contra spem”.
Ma a Cosenza sono già partiti i festeggiamenti, con prudenza.
In queste situazioni convivono due sentimenti. La gioia dei Lupi e l’amarezza degli Asini. Un suo spicchio del Veneto. Chievo (Céo in dialetto veronese) è una frazione di Verona. Fa parte della sua terza circoscrizione. Gli scaligeri bis sono chiamati “I Mussi Volanti” (gli asini che volano); e, ora, non ci sono più. Il nickname fu scelto all’epoca per descrivere come la favola Chievo fosse più simile a qualcosa di irrealizzabile che alla splendida realtà in essere. Insomma,
la favola è finita: Da Garritano a Semper, da Viviani a Margiotta, da
Pellissier a Giaccherini.
L’artefice di quest’avventura è stato Luca Campedelli, 53 anni, maggior
azionista dell’azienda dolciaria Paluani. Pandori e panettoni. A tal
proposito si racconta un aneddoto. Pare che, nel maggiore splendore
della squadra, a Campedelli gli fu proposto di acquistare un
centrocampista rumeno. Il suo nome era Pandoru.
Credere non costa nulla. Ma gli asini non volano più.
Nel frattempo i decisori del calcio hanno stabilito che, dalla stagione
2022/2023, le squadre della Serie A di calcio non potranno indossare
maglie dello stesso colore del campo da gioco, cioè il verde. Lo si
legge nel nuovo regolamento sulle divise da gioco diffuso dalla Lega
Serie A mercoledì 14 luglio. Il divieto sarà valido soltanto per i
giocatori di movimento: i portieri, quindi, potranno continuare a
vestire il verde. Secondo i giornali la misura è stata presa per ragioni
televisive, cioè per evitare che i giocatori in verde si confondano col
campo, e per agevolare il compito di arbitro e guardialinee. Entrerà in
vigore nel 2022 per dare tempo alle squadre e ai produttori delle maglie
di adeguarsi.

Bruno Gemelli