L’uso del suffisso “ismo” è servito e serve, nella cultura e nella società, per l’individuazione e la categorizzazione di scuole di pensiero o, più in generale, di fenomeni sociali e mediatici.

Se nel campo dell’arte si possono individuare fenomeni e movimenti quali l’impressionismo, l’astrattismo, il naturalismo, il simbolismo, il cubismo, il dadaismo o il manierismo, nella letteratura i riferimenti sono al romanticismo, al classicismo e al neoclassicismo, al futurismo, all’ermetismo, al verismo, al neorealismo, mentre la storia e la filosofia rimandano all’illuminismo, al decadentismo, al positivismo, allo gnosticismo, all’esistenzialismo, all’ermetismo, al platonismo, all’idealismo, all’epicureismo e via discorrendo.

Il suffisso genera molti termini medici, non solo il meteorismo, il rachitismo e lo strabismo, e nel mondo religioso si parla di misticismo, buddhismo, ebraismo, esoterismo.

Quando la politica si ispirava agli ideali nascevano il socialismo, il comunismo, il liberalismo e il liberismo, il marxismo, il moralismo, ma anche il fascismo e il nazismo: più di recente si è parlato di craxismo, castrismo, berlusconismo, franchismo, sarkosismo, trumpismo, renzismo, leghismo, populismo, sovranismo, soprattutto qualunquismo (e anche menefreghismo), cosmopolitismo. Dimenticando, però, spesso, il costituzionalismo e il fenomeno dell’astensionismo.

Nel ’68 nasceva il sessantottismo con annesso femminismo, oggi c’è l’antiabortismo. E, malgrado i problemi di molte famiglie per arrivare a fine mese, viviamo ancora nell’era del consumismo. Le generazioni che hanno vissuto e lasciato il segno nello scorso secolo hanno discusso tanto degli “ismi” quali espressioni di movimenti culturali “caratterizzanti”, lasciando ai posteri le “ardue sentenze”. Oggi c’è in giro anche un (pericoloso) negazionismo e qualche rigurgito di bigottismo.

Peraltro, è anche vero che un conto è il paternalismo e ben altro essere padre, che si può essere buonisti senza per questo essere buoni, presenzialisti senza essere mai presenti. Anche chi è più realista del re sa che la realtà, in effetti, è sempre un’altra cosa…

Ma, diciamolo con franchezza, tra “ismi” positivi e “ismi” negativi, quello più sgradevole riguarda l’egoismo, del quale avremmo il dovere di non permettere che sia tramandato alle generazioni future.

Letterio Licordari