Il Circolo Culturale potentino “Gocce d’Autore”, coordinato dalla giornalista e scrittrice Eva Bonitatibus, che dirige l’omonima rivista, nota in tutta Italia, che si occupa prevalentemente di letteratura, arte e musica, nell’ambito della rassegna letteraria “Donne tra le righe”, che ospita numerose autorevoli firme “al femminile” aventi rilevanza nazionale, ha avuto il privilegio – quest’anno – di incontrare nella giornata conclusiva dell’edizione 2021 Rosa Mininno, psicoterapeuta, presidente della Scuola Italiana di Biblioterapia, del Libro, della Lettura e delle Arti, (S.I.B.I.L.L.A.), di Tivoli, nonché Ambasciatrice della Lettura per il Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura.

Una presenza di elevato rango, poiché da anni la Mininno opera nell’ambito culturale a tutto tondo, anche nel comparto della storia e della “memoria”, non solo quale consigliera del Sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti, per gli eventi curati in ogni stagione dell’anno (la più importante è “LiberTivoli”, giunta quest’anno alla X^ edizione, che si tiene in primavera) ed è divenuta punto di riferimento per l’analisi e gli approfondimenti su tematiche, presso più atenei, riguardanti la “Biblioterapia” attraverso studi e ricerche, disciplina che trova applicazione in ambito terapeutico, educativo e didattico.

Nel seminario (“La Biblioterapia e le sue applicazioni”), destinato a docenti, educatori, bibliotecari, librai, genitori, operatori culturali, psicologi e operatori dell’informazione, la psicologa tiburtina ha posto l’attenzione sui metodi e sugli stili di conduzione dei percorsi individuali e di gruppo. La disciplina della biblioterapia si fa risalire agli inizi del ‘900 nei paesi anglosassoni, ma in seguito si è radicata anche in Italia, grazie anche all’impegno della Mininno, che la studia da alcuni decenni. Si tratta, sulla base degli studi compiuti, di “cure” che riescono a essere molto utili per i disturbi cagionati dall’ansia e, più in generale, per vari disagi psichici: il libro diventa, così, un vero e proprio piano terapeutico che genera risultati importanti. “La biblioterapia” – ha affermato la dott.ssa Mininno nel corpo di un’intervista rilasciata alla giornalista Diletta Aurora Della Rocca nel 2014 per «Inchiostronline», periodico della Scuola di Giornalismo “Suor Orsola Benincasa” di Napoli – “è la lettura di libri scelti nel novero di percorsi terapeutici. Può essere una tecnica integrata in psicoterapia o può riferirsi a percorsi di auto-aiuto, di crescita, educazione e formazione psicologica del singolo o di gruppi: questa seconda accezione promuove nel tessuto sociale sinergie e strategie operative efficaci attraverso la partecipazione, la collaborazione e l’integrazione di soggetti diversi, pubblici e privati, con l’obiettivo comune di promuovere la cultura e la salute.”

Un libro, quindi, è in grado di “apportare benessere”, un veicolo che permette comportamenti resilienti, aprendo la mente, il cuore e l’anima di persone che possono avere bisogno di aiuto e per le quali va ribaltata una situazione di disagio che potrebbe ingigantire i problemi esistenti. “Prescrivere un libro in psicoterapia” – evidenzia la Mininno – “aiuta la persona sofferente a riflettere su sé stessa, a confrontarsi, a potenziale le sue capacità cognitive, empatiche ed emotive.” La chiusura di questo articolo sembra scontata, con “i libri salveranno il mondo” che diviene, per semplice equazione, la “bellezza salverà il mondo”: si, perché i libri sono “bellezza” e “salute”.

Letterio Licordari