La definiscono l’influencer della cultura. E’ una delle divulgatrici culturale più amate del panorama editoriale. Il suo obiettivo è quello di diffondere l’amore per i libri e per la comunicazione. Ovviamente, sempre con la valigia in mano. Il suo blog è il tratto distintivo della sua professione ma anche della sua personalità.  “4 Domande A…” con Eleonora Marsella.

Da dove nasce e da quanto tempo nutri la passione per il mondo dell’editoria, della comunicazione e del giornalismo?

Io leggo sempre quindi la passione per la lettura c’è sempre stata. Scrivo da quando ho sedici anni sul giornalino scolastico. Da lì, approdo ad un mensile della mia città per poi allargarmi sempre di più. In seguito, me ne vado a Roma ma prima di recarmi in questa città, apro già un blog quindi il blog ce l’ho da dodici anni. Il giornalismo è una passione che ho da sempre. Infatti, dico sempre che sono nata con la penna in mano. Nel corso degli anni si è sviluppato nel senso che ovviamente è cresciuto; ho fatto corsi, master, a parte le lauree che ho preso. Insomma la biografia è presente sul Blog. Il giornalismo cambia, l’editoria cambia, quindi i corsi di aggiornamento sono indispensabili e io li faccio proprio per un discorso personale.

Come descriveresti la professione di agente letterario e quali consigli ti senti di dare a chi vuole intraprendere questo lavoro?

La professione di agente letterario o di promotrice culturale o di divulgatrice culturale, come mi definisco, è una professione dove prima di tutto bisogna avere le competenze e l’esperienza. Bisogna far capire tantissimo come funziona il mondo editoriale che cambia continuamente. Questo cambiare continuamente ovviamente può portare dei problemi, dei cambiamenti e degli adattamenti. Adesso parliamo di editoria tradizionale rispetto al self publishing o all’editoria a pagamento. Ciò che consiglio di dire a me e agli altri è sicuramente il fatto di studiare, di approfondire delle competenze e di capire le persone perché agente letterario vuol dire anche tantissima psicologia. Stai prendendo il sogno delle persone in mano e lo stai trasformando in un libro.

Qual è la missione legata al tuo lavoro e come pensi possa influenzare chi ti segue?

Quando mi definiscono l’influencer della cultura diciamo che è una definizione importante, un po’ pesante. E’un ruolo importante e delicato, questo lo dico sempre. Comunico attraverso i social sia su Instagram che su Facebook dove le persone mi rispondono, mi mandano le lettere e le loro dichiarazioni. Parlo, le persone mi ascoltano e addirittura assorbono. C’è un principio davvero interessante dal punto di vista antropologico. La missione legata al mio lavoro è sicuramente la divulgazione della cultura, questo è poco ma sicuro, la divulgazione ma anche la condivisione.

La condivisione della tua vita con la cagnolina Africa sui social, oltre ad essere una scelta spontanea e affettiva ha anche il proposito di diffondere e comunicare l’amore per gli animali?

La decisione di parlare di Africa all’interno dei miei social non è mai stata una decisione, nel senso che, da quando ho preso Africa ho cominciato a parlarne e via. Africa ha vissuto con me a Roma, a Modena. Adesso è a Vercelli quindi è un cane che cambia, in continuo cambiamento. Incoraggio tantissimo le persone a viaggiare, a partire, a studiare con i cani perchè comunque si può fare. Io lo faccio da otto anni in giro per l’Italia e mi sembra di cavarmela, tutto sommato. Cerco di sensibilizzare la gente, cerco di parlare alla gente e di parlare anche tantissimo della prevenzione dato che Africa purtroppo ha subito diverse volte degli interventi piuttosto che altro. Ci sono tante realtà interessanti in giro, ci sono tante realtà che difendono questi ruoli qui, quindi è importante anche parlare dei cani, della natura, e di tutte le cose personali che possono essere interessanti anche per altri, per cui la condivisione, come vedi è sempre alla base.

Benedicta Felice