Cotronei è un grazioso paese silano all’incrocio delle province di Crotone (di cui fa parte), Cosenza e Catanzaro. Dentro questo microcosmo si segnala la figura politica più conosciuta, quella di Pietro Secreti che per l’ennesima volta si candida a sindaco della città montana.

Ma non è l’unico che può vantare tale longevità politica. C’è l’esempio di Antonio Bassolino che si candida a Napoli. Egli vanta un record imbattuto. Quando era sindaco partenopeo, ai tempi d’oro, volle fare, contemporaneamente, il ministro  del Lavoro nel primo governo D’Alema, finendo per fare male tutte e due le cose.

Questa consuetudine post-comunista  vede oggi impegnato Mario Oliverio, per dirla con Soriano “triste, solitario y final”,  che presenta una lista per le regionali con l’apporto dell’elettorato di Peppe Bova e Brunello Censore.

Per la dodicesima legislatura calabrese le liste sono piene zeppe di sindaci, vice sindaci ed ex sindaci.

Un po’ di aneddoti. Napoli ha avuto sempre sindaci fantasiosi. Prendete Achille Lauro (‘o comandante) che, negli anni ’50, inaugurò il “laurismo” (antenato dell’odierno populismo). Egli era un ricco armatore proveniente da Sorrento. Fu presidente della squadra di calcio, acquistando lo svedese  Hans Olof Jeppson per la cifra astronomica, per quei tempi, di 105 milioni; ciò gli consentì di diventare sindaco di Napoli con trecento mila voti di preferenza, anche  se si era inventato un altro sistema per conquistare consensi: regalava una scarpa prima del voto, e l’appaiava dopo il risultato. Già fascista, Lauro creò il Partito Monarchico Nazionale.

Ma qualcuno ha diversificato l’odierna sindacatura. Tipo: il sindaco di Messina, Cateno De Luca (che è subentrato a Renato Accorinti, quello che camminava con t-shirt arancione e piedi nudi). L’attuale primo cittadino dello Stretto s’è messo a cantare e a suonare il clarinetto come Renzo Arbore. De Luca, sindaco della città metropolitana, ha presentato a Villa Dante il suo nuovo album “Stati d’Animo” insieme alla band “I Peter Pan”. Il sindaco di Messina aveva confessato in una diretta facebook di avere il sogno di partecipare e vincere Sanremo.

Oggi fare il sindaco sembra essere l’ultima frontiera dell’impegno sociale. In realtà, a farlo bene, è un compito difficile, insidioso, eroico sotto certi aspetti.

Posando lo sguardo sullo scacchiere nazionale si nota una situazione asimmetrica. Nei sondaggi c’è un voto popolare che guarda a destra, ma è privo di direzione. Infatti il centrosinistra è dato per vincente a Milano, Bologna, Napoli e forse persino a Roma. In Calabria i giochi sembrano fatti con Roberto Occhiuto vincente. La battaglia si sposta sul miglior perdente, Amalia Bruni in leggero vantaggio su Luigi de Magistris, non a caso, per il discorso di prima, sindaco effettivo di Napoli.

Bruno Gemelli