E’ stato arrestato per spaccio di stupefacenti a Prato, un sacerdote, don Francesco Spagnesi, coinvolto in un’indagine della polizia su feste a base di cocaina e di Gbl, la “droga dello stupro”. Il parroco, 40 anni, è agli arresti domiciliari su decisione alquanto discutibile dal gip Francesca Scarlatti che ha accolto la richiesta, anche questa molto discutibile, della procura. Le accuse sono di spaccio e importazione di sostanze stupefacenti. Il sacerdote da pochi giorni ha lasciato gli incarichi nella  Parrocchia dell’Annunciazione nel quartiere pratese della Castellina. Dalle indagine è emerso che  il parroco avrebbe importato dall’estero, nel corso del tempo, grossi quantitativi di Gbl assieme ad un complice, Alessio Regina, di 40 anni. La droga sarebbe stata pagata con le offerte dei parrocchiani e destinata a persone contattate tramite siti di incontri sessuali. Dicevamo, domiciliari discutibili visto il ruolo di primo piano che avrebbe avuto il religioso in questa torbida querelle preautunnale.

Fin qui la notizia di cronaca. Ma cosa è e come agiscono il Gbl e i derivati, ossia le droghe dello stupro? Dietro le complicate designazioni chimiche gamma-idrossibutirrato (GHB), gamma-butirrolattone (GBL) e butandiolo (BD) si celano tre sostanze simili, meglio conosciute come “gocce KO o Liquid Ecstasy”. Per le loro caratteristiche, si prestano particolarmente per scopi subdoli: si tratta di polveri incolori o di liquidi dal sapore salato o leggermente saponoso, praticamente inodori. Sono idrosolubili e possono essere aggiunte facilmente alle bevande di nascosto. Già quindici minuti dopo l’assunzione si manifesta uno stato di euforia che si trasforma poi in stanchezza. Le gocce KO rafforzano inoltre gli effetti di altre droghe assunte contemporaneamente. Se il dosaggio è eccessivo, insorgono nausea, stati di stordimento e profonda incoscienza, insufficienza respiratoria. Al risveglio, le vittime non ricordano più nulla. In caso di avvelenamento, i pazienti devono essere sottoposti a sorveglianza medica e, se del caso, a respirazione artificiale. Il consumo occasionale non genera dipendenza, ma se assunte a lungo in dosi elevate, queste sostanze la creano sia a livello fisica e che psichica. Va precisato poi, che l’industria chimica produce enormi quantità di GBL e BD per la fabbricazione di molti prodotti quali vernici o articoli per l’edilizia. Queste sostanze sono classificate e contrassegnate come pericolose per la salute. Dal 2002 il GHB e i suoi esteri (come il GBL) sono però assoggettati alla legge sugli stupefacenti che ne vieta il commercio non industriale e il consumo.

Astolfo Perrongelli