“Per Prodi il prossimo Capo dello Stato sarĂ  colui che avrĂ  meno veti, non solo piĂą voti”. Il leghista-light Giorgetti, prima ancora che nei giorni scorsi arrivasse in Italia Macron, l’esempio vivente del presidenzialismo in Europa, aveva lanciato l’idea di un Draghi uno e trino. Ma si dimentica spesso che â€śil Capo dello Stato rappresenta l’unitĂ  nazionale ed è il garante dell’indipendenza e dell’integritĂ  della nazione, vigila sul rispetto della Costituzione e assicura il rispetto dei trattati e dei vincoli derivanti dall’appartenenza dell’Italia ad organizzazioni internazionali e sovranazionali”.

A poche settimane, ormai, dall’elezione del successore (termine usato per entrambi i generi) di Mattarella, senza dubbio il Presidente piĂą amato dagli italiani dopo Pertini, Letterio Licordari aveva preannunciato la sua candidatura “provocatoria” (ma si autopropose anche nel 2015), allo scopo di ribadire alcuni concetti riferiti al testo della Costituzione che rischiano sempre di piĂą di essere oggettivamente modificati se non nella forma nella sostanza. Qualcuno avrĂ  pensato a una boutade. Invece, Licordari nelle scorse ore ha ufficializzato la sua disponibilitĂ  ad aspirare a diventare inquilino del Quirinale. L’autocandidatura è stata notificata ai Presidenti delle due Camere, che lavoreranno congiuntamente, in prossimitĂ  dell’avvio del primo scrutinio.

Licordari, un passato da dirigente bancario alle spalle, giornalista “pungente e sarcastico” molto presente sulle colonne de “Il Casinista”, saggista, uomo del pensiero socialista, strenuo difensore della Costituzione molto attivo nel 2016 al fianco di Anna Falcone e di Stefano RodotĂ  per il referendum promosso da Renzi, tiene a sottolineare quanto recita il primo comma dell’art. 84 (“Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’etĂ  e goda dei diritti civili e politici.”) non mancando di evidenziare che i requisiti previsti lui li possiede, così come li possiedono milioni di cittadini italiani, uomini e donne.

E ponendo ancora una volta all’attenzione dei cittadini e del Parlamento (che dovrĂ  decidere) l’opportunitĂ  che possa, finalmente, esserci un capo dello Stato di genere femminile. “E dire â€“ afferma Licordari – che in passato potevano degnamente salire al colle Nilde Iotti o Tina Anselmi. Oggi donne in politica di quella caratura non ne esistono piĂą, ma ce ne sono alcune che si impegnano per diffondere valori intramontabili e denotano grande onestĂ  intellettuale.”

Un’autocandidatura che ha, in realtĂ , lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessitĂ  di sganciare il ruolo di Presidente della Repubblica da biechi giochi di partiti o di movimenti politici, che si preannunciano molto “movimentati” e che rischierebbero di â€śfar salire al Quirinale” â€“ precisa Licordari – â€śpersonaggi non degni del ruolo e molto lontani dall’equilibrio e dalla saggezza dimostrati in piĂą momenti di questo settennato da Mattarella.”

Astolfo Perrongelli