Il destino della Calabria è di fare notizia a intermittenza, in genere per fatti di cronaca nera o giudiziaria. E così mentre sappiamo tutto sulle prossime elezioni comunali di Torino, Bologna o Napoli – candidati, sondaggi, polemiche – sappiamo poco o nulla  del voto con cui il 3 ottobre  quasi due milioni di calabresi saranno chiamati a eleggere il nuovo presidente della loro Regione. 

Si tratta di elezioni anticipate,  indette in seguito alla scomparsa di Jole Santelli, l’esponente del centrodestra che aveva vinto le regionali nel gennaio del 2020.
Mesi di faticosi e non sempre trasparenti negoziati tra partiti, hanno prodotto quattro candidature: il centrodestra punterĂ  sul deputato di Forza Italia  Roberto Occhiuto, mentre Amalia Bruni, direttrice del centro regionale di Neurogenetica sarĂ  la candidata di centrosinistra e 5Stelle. C’è  poi Luigi de Magistris alla guida  di una coalizione civica che propone la giurista Anna Falcone come vicepresidente . E infine Mario Oliverio,  che fu giĂ  presidente per il Pd e ora corre contro il suo vecchio partito.
In Calabria non è previsto il ballottaggio e dunque vince chi prende un voto piĂą degli altri. Secondo un sondaggio si profilerebbe un testa a testa tra i due candidati di centro-destra e centro-sinistra, con il primo  – Occhiuto  –  dato al 39% e la seconda – Bruni – al 37. De Magistris sarebbe terzo, distaccato.
Ma il sondaggio vale quel che vale perchĂ© Winpool, che lo ha realizzato, fa sapere che sui 6 mila intervistati, ben 5 mila sono rifiutati di dire per chi avrebbero votato. E anche questa reticenza la dice lunga sulle difficoltĂ  della Calabria. 

Paolo Pagliaro