Capo redattore – inviato di Repubblica, una delle firme sportive più autorevoli. Molto seguito sui social grazie a BLOOOOG dove racconta in punta di penna, o meglio di tastiera, i principali avvenimenti sportivi. Fabrizio Bocca risponde a “4Domande A….”

Il 2021 è stato un anno ricco di soddisfazioni per lo sport italiano.  Quale è stato secondo te il trionfo conquistato meno atteso?

E’ impossibile essere originali. Marcell Jacobs oro nei 100 metri alle Olimpiadi di Tokyo. Dieci secondi ed è tutto finito, difficile trovare un’emozione più intensa. Però la vittoria della Nazionale a Wimbledon la metto solo un centesimo più dietro, il mio cuore era sul quel prato.

Una volta c’era la RAI che monopolizzava ogni attività sportiva.  Ora ci sono i network privati e le piattaforme web. Che ne pensi?

Tanti canali, tante possibilità ma anche tanta confusione. Assurdo impazzire dietro le password, gli abbonamenti che cambiano in continuazione. Il calcio in streaming fino ad ora mi ha deluso, sono costretto a vedere le partite di campionato sul telefonino. Così quando trovo la Nazionale sulla Rai mi sembra il massimo. Schiacci il tasto 1 del telecomando e via. Se la tecnologia non ti semplifica la vita ma te la complica non è progresso, è rottura di scatole e basta.

Maradona è meglio di Pelé o il calcio si è evoluto e sarebbero personaggi fuori tempo?

Siamo stati tutti innamorati di Maradona, ma ora francamente lo lascerei in pace. Detesto la venerazione e l’idolatria.

Quale è stato a tuo giudizio, l’autogol più clamoroso del governo Draghi?

Non c’entra il governo, ma l’affossamento del Ddl Zan e le esultanze da stadio in Senato ci hanno dato dimostrazione di una democrazia da Colosseo. Un certo tipo di politica è francamente nauseante.

Astolfo Perrongelli