La notte di Rai radio2 si illumina quando compare la coppia Di Ciancio-Arduini.  Sono i Lunatici, conduttori di una delle trasmissioni radiofoniche notturne più seguite. Di certo una di quella di maggior tendenza. Tra i conduttori c’è Andrea Di Ciancio che dei Lunatici è anche regista. Una carriera cominciata diversi anni fa, passata per radio Manà Manà, poi su Radio Campus. E infine su Rai Radio2. “4Domande A….” con  Andrea Di Ciancio

Che effetto fa essere diventato un personaggio di tendenza, di cui la gente ascolta i consigli che dai durante la trasmissione i Lunatici. Bella responsabilità…


Non credo di essere un personaggio di tendenza, anzi la cosa mi spaventerebbe molto. La responsabilità però la sento eccome. Sia nei confronti del mezzo che del pubblico. E’ un privilegio poter andare in diretta e nominare lo storico 063131, ne senti la responsabilità ma allo stesso tempo ti senti parte di qualcosa di più grande, di storico. Invece con le tante persone che chiamano si instaura subito un rapporto bellissimo, io e Roberto ci mettiamo sullo stesso piano dell’ascoltatore. Le opinioni o i consigli che ogni tanto mi permetto di dare sono gli stessi che darei al mio migliore amico.

Parliamo un po’ di musica. Ad ascoltare quello che c’è sul mercato sembra uncopia e incolla. Trap, rap, stessi ritmi e timbri vocali. Senti la mancanza dei mitici anni Ottanta dove il rock la faceva da padrone

No, penso che ogni prodotto culturale sia necessariamente figlio dei suoi tempi e debba essere contestualizzato. Per fortuna oggi puoi ascoltare tutto quello che vuoi quando vuoi. Anche se nella trap si trovano spesso stessi ritmi, stessi timbri vocali si sente immediatamente se un artista “brilla”. Sono convinto che molti di questi cantanti avranno un’evoluzione che ci stupirà nei prossimi anni. Penso a Madame che, al di là del suo linguaggio e degli effetti, ha una voce ed un’espressività pazzesche.

Un momento di imbarazzo durante i Lunatici c’è mai stato?

Tutte le notti. Non avendo copioni e non volendo sapere prima con chi parleremo, ogni telefonata è veramente una sorpresa e possiamo aspettarci di tutto. L’imbarazzo è inevitabile poi quando hai la fortuna di lavorare con il tuo migliore amico (Roberto Arduini) che conosce tutto di te, pregi e difetti. Spesso siamo noi stessi a metterci in imbarazzo l’uno con l’altro, è una dinamica che ci diverte e in questo lavoro devi essere tu il primo a divertirti veramente altrimenti non sei genuino e il pubblico se ne accorge.

Non credi che mamma Rai dovrebbe concedere più spazio a trasmissione come la vostra?

Se quattro anni fa, prima di arrivare in Rai, mi avessero detto che saremmo arrivati fin qui non ci avrei creduto. Alla quarta stagione facciamo sei ore di diretta di cui una anche in tv su Rai2, non ci si può proprio lamentare, non credo che riusciremmo a coprire ancora più spazio di questo, ma non si sa mai.

Astolfo Perrongelli