Elezioni amministrative, dunque ci siamo. Urne chiuse alle 15. Poi si comincerĂ  a conoscere i primi risultati. Comunque sia, una cosa che ogni volta che si vota è puntualmente non rispettata è il  silenzio elettorale, che, nel caso delle amministrative attualmente in corso, è scattato a mezzanotte di venerdì 1 ottobre.

Ma che cos’è il silenzio elettorale? Qual è il perimetro di applicazione? Per rispondere, occorre fare riferimento alle fonti normative, che sono legge 212 del 4 aprile del 1956, aggiornata nel 1975 con la legge 130 del 24 aprile. In particolare, la legge 2021 stabilisce quanto segue: “Nel giorno precedente e in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati i comizi e le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, nonchĂ© la nuova affissione di stampati, giornali murali od altri o manifesti di propaganda o l’applicazione di striscioni, drappi o impianti luminosi. Nei giorni destinati alla votazione è vietata, altresì, ogni propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali”.

La legge 130 aggiunge a quanto giĂ  detto che “chiunque contravviene alle norme di cui al presente articolo Ă¨ punito con la reclusione fino ad un anno e con la multa da lire 50.000 a lire 500.000”. Si noterĂ  che in nessun caso viene nominato internet. In particolare sui social network si sviluppa una parte importante della comunicazione politica, attualmente regolamentata sul web da alcune linee guida dell’Agcom che non hanno, però, la stessa efficacia di una legge. L’istituzione deputata alla vigilanza sul silenzio elettorale è il ministero dell’Interno, con la Direzione centrale dei servizi elettorale.