In una nota di qualche giorno fa Isaia Sales, acuto commentatore di politiche e fatti del Mezzogiorno, con riferimento alla Calabria faceva esplicito cenno alla cosiddetta teoria del pendolo, giĂ  ricordata da Aldo Varano in precedenza.

Più che una teoria una sorta di constatazione statistica secondo la quale centrosinistra e centrodestra si alternerebbero alla guida della nostra Regione: una specie di oggi a te domani a me. E Sales metteva in evidenza di conseguenza una non indifferente mobilità dell’elettorato nonché il peso non trascurabile del voto di opinione che premierebbe o penalizzerebbe promesse e impegni onorati o disattesi.Tutto questo veniva chiosato alla vigilia del voto e val la pena soffermarcisi oggi, se pure a caldo, in sede di primo commento a urne ormai chiuse.Non è il caso insistere su sinistra divisa e destra compatta: e’ talmente vero e talmente scontato che non aiuta ad andare più in fondo per comprendere il male oscuro della realtà calabrese. Una realtà in cui Callipo prese due anni fa più voti di Bruni oggi (Pd + M5S hanno ricevuto meno dei voti di Callipo+Aiello nel 2020); in cui Forza Italia a casa sua a Milano registra una pesante debacle e da noi è in trionfo. In cui il numero dei votanti è al solito basso ma non bassissimo, e la presidenza facente funzione del già vicepresidente invece di dissuadere di votare la Lega e tutta la brigata di centrodestra finisce per essere premiata e conseguire lo scettro del comando. Uno scettro con tanti eletti forti d’esser parenti, naturali e acquisiti, di consiglieri uscenti quali uniche doti di sapienza politica, parrebbe, ma in realtà anche e soprattutto di possessori oggi e sempre e comunque di pacchetti di voti.Altro che voti di opinione, altro che mobilità del voto, caro Sales.
La maggioranza uscente si è presentata al voto nuda, povera di risultati, carica di inefficienze e omissioni, la sinistra travagliata dall’impossibilità di trovare un candidato unitario e prima ancora una sintesi unitaria.E dato che non è un’eccezione, non è la prima volta, i casi sono due: o il partito di riferimento del centrosinistra, il Pd, è in grado di elaborare il dato-ha tutti gli elementi per farlo-e incomincia a parlare ai calabresi un linguaggio fatto di verità, credibilità, impegno reale, piano piano, con i soggetti e gli strumenti adatti, e aggrega attorno a se’ personalità e oggi satelliti della cittadinanza a sinistra, oppure lasci stare, abbandoni il campo. Altri, e chi, saranno in grado di farlo, e come?Il futuro è fosco.

Massimo Veltri