“Never say never again”. Il titolo di uno dei film della serie 007, ovvero James Bond, gli calzerebbe a pennello. Già perché mentre Bond serviva sua maestà reale, Vinicio Leonetti, giornalista, penna eccelsa, ha una super capacità: quella di sapere trovare nuove forme per esprimere tutta la sua brillante estrosità. Infatti, da giornalista a scrittore di successo il passo è stato breve. “Eroine” (il primo libro di Leonetti) ha conquistato premi in Italia e all’estero. Ma oltre alla scrittura, il nostro, ha notevole abilità culinaria. E per non farsi mancare nulla, è anche sommelier. A “4Domande A….” Vinicio Leonetti.

Da responsabile della redazione di un noto giornale del sud a scrittore. Come è stato il passaggio?

È stato un traghettamento naturale e piacevole, non ci sono più i limiti del rigaggio, per me è come scrivere un pezzo di cronaca molto più lungo con la libertà di far viaggiare la fantasia dove prima non si poteva. 

Ti immaginavi il successo ottenuto col tuo libro “Eroine”?

Sinceramente non immaginavo neanche entrasse in librerie prestigiose, come la storica Bocca in Galleria a Milano, o che potesse vincere premi internazionali. Cercheró di farne tesoro per il mio prossimo libro.

 Giornalista, scrittore, ottimo cuoco e ora sommelier.  Quale è il tuo piatto preferito abbinato con quale vino

Apprezzati i miei paccheri “alla bagnarota” (Bagnara è in provincia di Reggio Calabria) con pesce spada, datterini e melanzane; fanno l’amore con un rosè “Terre Lontane” 2020 Ciró Doc.

Si sente di più la mancanza della redazione o quella di non poter ancora viaggiare tranquilli?

Il lockdown ha ristretto le redazioni, comunque dopo 35 anni passati in quelle trincee passa la voglia di frequentarle. Più comodo e costruttivo viaggiare con green pass sull’Iphone e la mente sempre in modalità “surprise”!

Astolfo Perrongelli