Gli estremisti di destra mettono a ferro e fuoco la capitale ed imprimono un salto di qualitĂ  fortemente negativo nella vicenda oltranzista dei cosiddetti No-vax.

Denominazione, quest’ultima, sotto la quale, oltre a quella fetta di italiani che sono contrari al vaccino e/o al green pass a diverso titolo, si nasconde una galassia di organizzazioni politiche violente che gravitano nell’area nostalgica e che, al contrario di quanto tenta di argomentare la destra di governo, sono ben presenti nel nostro paese, piuttosto organizzate e capaci di cavalcare ogni protesta sociale, come quella legata alla inverosimile “dittatura sanitaria”. Il fronte della destra radicale, in realtà, è composto da alcune migliaia di persone, non esattamente “quattro imbecilli”, che da anni si alimentano politicamente di quel populismo sovranista che in tutto il mondo, Europa compresa, già conosce un lento ma inesorabile declino. E non votano certo al centrosinistra e, probabilmente, neanche Forza Italia. A poco servono, dunque, le prese di distanza e le dichiarazioni di Giorgia Meloni, più o meno severe e scontate, sul razzismo, sull’antisemitismo, a valle dell’inchiesta di Fanpage trasmessa da Piazzapulita nei giorni scorsi, per cancellare la verità che tutti conoscono e che è la seguente: Gli attivisti di Forza Nuova, Casapound e del resto del panorama della cosiddetta “ultradestra” che trovano fondamento ideologico nei valori neofascisti e neonazisti, rappresentano formazioni con tendenze autoritarie, ultranazionaliste, nativiste e reazionarie, che spesso inneggiano al suprematismo razziale con caratterizzazioni xenofobe. Sono persone fortemente motivate politicamente, organizzate in gruppi, che vivono nei territori a diretto presidio delle aree urbane periferiche e spesso abbandonate, capaci di farsi interpreti dei disagi dei cittadini e di raccogliere consensi, che trovano quasi sempre dimora tra i candidati di Meloni e Salvini. Si tratta di una geografia politica di cui le forze dell’ordine, i servizi d’intelligence, il ministro degli Interni, fino alle procure italiane, conoscono benissimo ogni aspetto.

Difficile credere che i due segretari, di cui uno è stato alla guida del Viminale, non ne abbiano contezza. L’inchiesta di Fanpage, dunque, non è solo utile a portare a conoscenza degli italiani l’esistenza di queste formazioni, ma, eventualmente, per sollecitare Meloni e Salvini a rinunciare a quei consensi, prendere posizioni pubbliche su un fenomeno che mina la propria credibilità nel paese in relazione alla loro effettiva volontà di rompere con gli ambienti fortemente nostalgici ed eversivi di cui parliamo, capaci di infiltrarsi, con strutture correntizie, come nel caso di Lealtà Azione, negli apparati sia di FdI che della Lega. E dire che ci sarebbe un’iniziativa politica risolutiva e qualificante per chiudere definitivamente la porta in faccia a neofascisti e neonazisti, che non mancano occasione per trasformare in violenza gratuita ogni manifestazione di piazza, com’è accaduto a Roma nelle scorse ore con l’assalto indegno alla sede della CGIL, e com’era già accaduto a Torino e a Milano, ed è quella di presentare o votare una proposta di scioglimento di Forza Nuova e di tutte le altre formazioni della destra eversiva e radicale. Pare che presto, in tal senso, ci sarà una iniziativa parlamentare da parte del Partito Democratico. Vedremo. Quel che è certo che sarebbe un passaggio che, come ha affermato il Capo dello Stato in queste ore, troverebbe piena legittimità nella nostra stessa costituzione nata dalla resistenza, e nel codice penale, che individua come reati gravi ogni attività indirizzata ad una forma di riproposizione del fascismo. Sorprende, a riguardo, Giorgia Meloni quando afferma di non conoscere la matrice delle incursioni di sabato scorso a Roma, quando le tante immagini hanno ripreso due dei leader di Forza Nuova, Fiore e Castellino, per altro arrestati, nel gruppo dei facinorosi che hanno assaltato la sede nazionale del più grande sindacato italiano. Ma le azioni ai danni delle istituzioni sono state diverse, dal pronto soccorso del policlinico Umberto I, alle bombe carte davanti a palazzo Chigi, al tentativo di assaltare la stazione Termini; tutte portate avanti da esponenti ben conosciuti del neofascismo capitolino e non solo. E tuttavia la leader di Fratelli d’Italia ha fatto comprendere di essere particolarmente prudente nel condannare i rappresentanti di certi ambienti, lo dimostra anche quando chiede con insistenza le 100 ore di girato che compongono l’inchiesta di Fanpage sulle frange fasciste all’interno del suo partito e quello di Salvini, nonostante le eloquenti immagini di alcuni di loro esponenti trasmesse da Corrado Formigli nelle ultime puntate di Piazzapulita, condite da saluti romani, svastiche e piani per costituire capitali in nero. Mentre è tempo di decisioni, di condanne credibili sostenute da atti determinati e distintivi, insomma, l’ambiguità sembra regnare sovrana. Quello che appare, purtroppo, è un contesto segnato da pratiche dilatorie camuffate da puro esercizio retorico, e non certo da una severa presa di distanza da fascisti e neonazisti che in Italia non sono certo pochi e che, già dalla prossima manifestazione nazionale indetta per sabato 16 ottobre da Cgil-Cisl_Uil, speriamo vivamente di non vedere in azione.

Rino Muoio