Paesaggi suggestivi, cornici da sogno che mescolano il fascino dell’antico con i tempi moderni. Panorami mozzafiato e angoli di territori misteriosi, intrisi di una bellezza indimenticabile, si incrociano con una macchina da presa, con il talento e la voglia di realizzare un progetto particolare e originale.

Sono questi gli aspetti principali che emergono nel film “Scordato”, una commedia diretta e interpretata da Rocco Papaleo, in veste di regista e di attore. Un film che nasce dall’esigenza di connettere la fantasia, l’immaginazione con un pezzo importante della realta’, rappresentata dal legame che l’attore lucano detiene da sempre con le proprie origini. Un legame forte con la propria Terra che l’artista non smette mai di sottolineare, mettendolo al centro delle sue trasposizioni cinematografiche. Sono tanti infatti i luoghi messi in risalto all’interno del film che dalla Basilicata si estendono alla Campania attraverso la città di  Salerno per poi approdare in Calabria, nella parte dell’alto tirreno cosentino, mediante i paesi di Tortora Marina e Praia a Mare. Insomma, se osserviamo meglio la scelta stilistica degli autori, possiamo notare una serie di piccoli tasselli che si uniscono, regalando un puzzle completo, ricco di storia, di tradizioni, di una cultura ancora viva che non può essere lasciata nell’oblio.

Un viaggio alla scoperta di spazi e territori poco valorizzati che nelle scene realizzate, acquistano un valore e un sapore diverso, più autentico e veritiero. Uno sguardo ampio dunque, che diventa protagonista di una bellezza naturale infinita, tutta da scoprire e riscoprire. Del resto, la decisione di mettere in evidenza tali territori non e’ nuova poiche’ Rocco Papaleo ha girato vari film nelle regioni del Sud, in particolare la sua. Ricordiamo la celebre “Basilicata coast to coast”, la pellicola che mette in risalto le meraviglie di questa regione,  attraversata a piedi da un gruppo di amici per partecipare al festival di Scanzano Jonico. Anche in tale contesto veniva evidenziato il ruolo della musica, proprio come avviene nello sceneggiato “Scordato”, dove ha rilievo la partecipazione della cantante Giorgia nelle vesti di attrice. La musica concepita come fonte d’ispirazione che si riflette anche nel mestiere interpretato dal personaggio del film. Un personaggio insolito, che si configura come una sorta di ater ego del medesimo Rocco, anche se in maniera implicita e traslata. Un  uomo che grazie all’incontro con Olga riuscirà a rivalutare e a riflettere sugli aspetti della sua esistenza che riteneva banali. Una forma di espressione raffinata e fondamentale che conferma l’importanza dell’arte all’interno del grande schermo.

Un’occasione per valorizzare diversi aspetti, legati l’uno all’altro, che aspettano solo d’incontrarsi e riconoscersi. Il cinema, la musica e la natura concepiti come universi distinti ma non distanti che corrono su un binario parallelo e intramontabile.

Grazie Rocco per non aver tralasciato le nostre ricchezze, grazie per non esserti “scordato” della bellezza più incontaminata e affascinante d’Italia.

Benedicta Felice