Guidati da Rosanne Di Stefano del Centro Harvard-Smithsonian, i ricercatori hanno intercettato i segnali della presenza di un pianeta oltre la Via Lattea, utilizzando in modo innovativo il metodo dei transiti, che identifica la presenza di un pianeta mentre transita di fronte alla sua stella, provocandone una diminuzione della luminositĂ . Una tecnica considerata impossibile da usare per stelle lontane come quelle di altre galassie, ma che i ricercatori sono riusciti comunque a sfruttare spostando l’attenzione dalla banda ottica ai raggi X. 

Dunque, oltre alla Terra e ai suoi sette compagni piĂą famosi, Giove, Saturno, Urano e Nettuno, Mercurio, Venere e Marte, sono miliardi, ma fuori, nonostante gli astronomi ne immaginassero l’esistenza, di altri pianeti non ne erano ancora stati osservati. Fino a oggi quando un gruppo internazionale, guidato dal Centro per l’Astrofisica Harvard-Smithsonian di Cambridge, negli Usa, ha pubblicato i risultati di uno studio su ‘Nature Astronomy’: è stato forse scoperto il primo pianeta fuori dalla nostra galassia. Sarebbe grande praticamente come Saturno, che ha un diametro di circa 10 volte rispetto a quello della Terra, e si trova nella galassia Messier 51, a 28 milioni di anni luce di distanza. In poco piĂą di 25 anni la caccia ai pianeti esterni al nostro Sistema Solare ha fatto passi da gigante, tanto da essere arrivati all’identificazione di circa 5mila pianeti, dalle caratteristiche piĂą diverse, ma la scoperta del primo extropianeta, al momento indicato con la sigla M51-1, è unica.

Romina Cassese