Sul portale della Reggia di Caserta, il solo, finora, dei 9 istituti statali coinvolti nel progetto della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura abbreviato con l’acronimo M.It.i.Ci., che sta per “Musei Italiani in Cina”, teso a promuovere il turismo cinese in Italia agevolando l’accoglienza e l’esperienza dei singoli visitatori, ad avere una pagina dedicata, la stessa è denominata Digital to Asia invece che M.It.i.CI (Digital to Asia | Reggia di Caserta (cultura.gov.it)).

Avendo l’impressione, perciò, che l’agenzia di marketing digitale Digital to Asia, sponsor tecnico del progetto, abbia ricevuto (o comunque esercitato finora) una sorta di ‘delega in bianco’, sul piano comunicativo, sostituendosi pressoché in ogni mansione alla Direzione generale Musei e alle sue articolazioni territoriali, incorrendo, peraltro, quanto alla realizzazione del logo, in un errore marchiano assurdamente non rilevato né corretto dalla stessa, ho interrogato Franceschini per sapere “se, avendo l’approvazione del logo del progetto M.It.i.CI fatto sì che il Ministero della Cultura si coprisse di ridicolo, esponendo il Paese al ludibrio internazionale, non ritenga necessario e urgente promuovere un’indagine interna per ricostruire i fatti e identificare chi, per negligenza, leggerezza e/o ignoranza ha avallato la proposta incongrua quanto inopportuna di spacciare per romana un’anfora greca del VI secolo a.C. affinché fungesse da simbolo della tradizione ceramica italiana”.

Margherita Corrado