Era uno dei massimi esperti di criminalità organizzata, ma conosceva benissimo anche la politica e aveva più volte, nelle sue inchieste, smascherato i meccanismi di degenerazione del sistema dei partiti. Un giornalista attento, coraggioso, sempre in prima fila per denunciare. Un professionista di grande umanità. È morto a Roma, dopo una breve malattia, il giornalista e scrittore Enrico Fierro. A comunicarlo è la famiglia. Fierro aveva 69 anni ed era originario di Avellino. Lascia cinque figli. 

IL RICORDO

Enrico Fierro ci ha lasciato troppo presto. Troppo. Ha sofferto molto in queste ultime settimane e anche lui è stato sopraffatto da questo anno crudele. Enrico è stato un vero giornalista, da «L’Unità»al «Domani», scrittore, autore teatrale. Grande amico della Calabria e dei calabresi. Non cercava la ribalta o la televisione, piuttosto la notizia. Voleva far emergere le ragioni dei più deboli, degli emarginati, degli ultimi. Ha scritto lucide e coraggiose inchieste sulla ndrangheta, sul malaffare, sulle varie massonerie, sulle mafie. Era stato al «Fatto Quotidiano» dove con passione e lucidità ci aveva tra l’altro raccontato, forse come nessun altro, il sogno visionario di Mimmo Lucano. Poi per ultimo aveva aderito al nuovo progetto editoriale del «Domani». Ma la malattia gli ha dato poco tempo per scriverci ma ci aveva dato, pure, alcuni scenari sulla vicenda politica calabrese prima delle elezioni regionali di ottobre. Un compagno, un amico, un collega di tante e tante battaglie ci ha lasciati sgomenti, increduli, attoniti. Ciao Enrico.

Carlo Macrì, Gianfranco Manfredi, Pantaleone Sergi, Filippo Veltri