Il già cavaliere Silvio Berlusconi ha inviato una brochure a tutti i parlamentari in cui ripropone il suo pensiero su liberalismo, democrazia ed economia. Qualcuno che l’ha letto non ha trovato alcun cenno a Dell’Utri, Graviano, Ruby, alla pratica del “bunga bunga”, sul conflitto d’interessi, etc etc.  

Francesco Verderami, notista del Corsera, sul punto ha commentato: «Mancano solo i manifesti 6 per 3. Per il resto la campagna presidenziale di Berlusconi è in pieno svolgimento, con il solito armamentario del consenso: compresa una brochure, inviata persino ai parlamentari del Pd. È vero che il Cavaliere, per realizzare il suo sogno quirinalizio, deve conquistare voti anche nell’altra metà campo. Ma l’idea di far proselitismo tra gli avversari con un libro è una novità nella storia della corsa al Colle, dove solitamente chi mira alla presidenza della Repubblica si nasconde e non si mostra. Invece Berlusconi ha scelto di rivelarsi ai grandi elettori, di fatto ufficializzando in modo patinato la sua candidatura al Quirinale. Perciò è stata grande la sorpresa che ha colto i deputati, quando nella loro casella postale a Montecitorio hanno trovato una monografia di Berlusconi, con alcuni suoi interventi sui valori del liberalismo, del cattolicesimo e del garantismo».

Nel centrodestra non è oro tutto quello che luccica. Per esempio Ignazio La Russa, il vice della Meloni, rispondendo al una domanda di Paola De Caro sui rapporti con gli alleati ha detto: «È subentrato un leghista, e non ci siamo opposti. Ma non è stato piacevole. E nemmeno lo è stato sentire dal presidente della Calabria Occhiuto che lui avrebbe vinto anche senza alleati: ce lo poteva dire prima, avremmo candidato la nostra Ferro».

Bruno Gemelli