“Isegorìa”. Uguaglianza nel diritto di parola (Treccani). Ossia, designa l’eguale possibilità di prendere parola nelle pubbliche assemblee, considerata insieme all’isonomia uno dei cardini della democrazia greca.


A pronunciare questa parola antica è stato, Georgios Papandreou, intervistato da Paolo Valentino del Corsera.  L’ex premier greco ha esordito affermando: «La sinistra deve ridare al popolo il senso di essere rispettato e ascoltato».
Nel 2012 il capo del Pasok fu costretto a dimettersi sull’onda della crisi finanziaria, quando la sua idea di un referendum sulle misure di austerità venne bocciata dai leader europei e dai suoi oppositori interni.
Ora spiega il ritorno in campo della sinistra in Europa, come Norvegia, Svezia, persino Italia, e non ultima Germania. Quali sono le idee trainanti? Aggiunge Papandreou: «Dobbiamo rendere i nostri valori di base rilevanti per il mondo di oggi. L’economia è molto più diversificata che in passato, ma dobbiamo dare dignità, o rispetto come dice Olaf Scholz, a tutti. C’è molta insicurezza. C’è il fenomeno globale dei precari, decine di milioni di persone che lavorano con salari di fame e nessuna sicurezza che anche il giorno dopo avranno quel posto. È necessario garantir loro reddito di base, assistenza sanitaria, istruzione, affitti a prezzi ragionevoli: ogni essere umano ha diritto a essere trattato con dignità e rispetto. E occorre anche rassicurare le persone di fronte alle grandi crisi come pandemie, cambiamenti climatici, migrazioni».
La sinistra, a differenza della destra, prova a ragionare, a dilungarsi a spiegare. Invece i populisti, i sovranisti usano slogan, parole d’ordine ripetute all’infinito. Matteo Salvini, che fa parte del governo Draghi, chiede provvedimenti a sé stesso, mentre Enrico Letta parla di “agorà”. Chi dei due è capito, chi viene percepito all’istante?

Bruno Gemelli