Anche quest’anno torna l’ora legale. Stanotte  le lancette di tutti gli orologi si spostano in avanti di un’ora, dalle 2  alle 3. Questo significa che si dormirà tutti un’ora in meno, ma “don’t panic”: si guadagnerà un’ora in più di luce al giorno. Un vantaggio non solo in termini di “vita”, bensì “economici”. Lancette avanti poi domenica 30 ottobre.

Avere più ore di luce con il vantaggio di una maggiore esposizione al sole per il nostro organismo. Ma l’ora legale è anche una questione di risparmio energetico ed economico. Spostando in avanti le lancette di un’ora si ritarda l’uso dell’illuminazione elettrica. Il che significa un costo minore delle bollette, ma anche benefici per l’ambiente. Secondo le stime di Terna con l’ora legale si risparmiano oltre 190 milioni di euro per il sistema elettrico nazionale.Nel periodo primavera-estate, i mesi che segnano il maggior risparmio energetico stimato da Terna sono aprile e ottobre. Spostando in avanti le lancette di un’ora, infatti, si ritarda l’uso della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate e fa registrare valori meno evidenti in termini di risparmio elettrico. Il tema però, da diverso tempo, è piuttosto “caldo” in Europa: alcuni Paesi vorrebbero abolire l’ora legale, mentre altri no. L’ora legale arriva quindi dopo l’equinozio di primavera: scatta l’ultima domenica di marzo e finisce l’ultima domenica di ottobre, quando si torna all’ora solare. Avere più ore di luce con il vantaggio di una maggiore esposizione al sole per il nostro organismo. Ma l’ora legale è anche una questione di risparmio energetico ed economico. Spostando in avanti le lancette di un’ora si ritarda l’uso dell’illuminazione elettrica. Il che significa un costo minore delle bollette, ma anche benefici per l’ambiente. Secondo le stime di Terna con l’ora legale si risparmiano oltre 190 milioni di euro per il sistema elettrico nazionale.