Quest’anno qualcuno ha detto ai bambini che Babbo Natale non esiste, ma in realtà di credere alle fiabe adesso avrebbero bisogno soprattutto gli adulti (anche perché loro non possono neanche illudersi che ci sia una genitore in barba bianca e cappello rosso fake a lasciare un regalo sotto l’albero). Il senso religioso è appannato – colpa del Covid, che ha fatto vacillare la fede in un Dio che da due anni non riesca a liberare il mondo dal flagello pandemico – e a questo giro appaiono più a prova di miracolo la magia e le storie antiche che riportano all’infanzia, quando tutto era possibile e i prodigi immaginati dai cuori innocenti accadevano davvero.

A confessarci quest’esigenza di fiducia fiabesca è il trend degli addobbi natalizi, che si fa sedurre dalla tradizione nordica e mette in scena i personaggi ispirati al racconto dello Schiaccianoci di Hoffman, ambientato in una notte di Natale gotica, teatro dell’eterna lotta tra Bene e Male. “Quello che per te è solo un giocattolo, per qualcun altro può essere un amico. Tutto dipende dalla fantasia”. Così, esprimendo desideri fanciulleschi, sui social, nelle vetrine e nei salotti si affollano cavallucci a dondolo, ballerine, principesse e ovviamente i soldatini di legno che nei paesi germanici sono tramandati da una celebre rivolta dei lavoratori e nel tempo diventati oggetti tutelari esposti per proteggere le case e scacciare spiriti malvagi e sfortune. E a proposito di fantasia, brulicano anche gli gnomi e folletti aiutanti di Babbo Natale, il quale però stavolta non si arrampica dalle finestre con il sacco in spalla ma gira a bordo di trenini carichi di doni. Nel presepe, invece, fa la sua apparizione pure Damiano dei Maneskin (figurina realizzata dalla storica bottega napoletana di via San Gregorio Armeno), mentre una foto kitsch diventata virale mostra Gesù Bambino con la mascherina e una siringa infilata nel braccio, a postarla è stato un medico, in segno di protesta contro la somministrazione dei vaccino ai bambini.

Il 2020 lo avevamo maledetto confidando in una rinascita non solo del Redentore, ma a distanza di dodici mesi ci troviamo ancora qui, in bilico tra minacce di lockdown, saggi scolastici a rischio contagi, auguri in Dad e cene familiari a numero chiuso. Lo Schiaccianoci parla di gentilezza, condivisione e dell’importanza di donare: se sincero e fatto con amore, un regalo può trasportare chi lo riceve in un mondo fatato. E sembra la morale giusta per la fiaba del nostro secondo Natale in pandemia, durante il quale, rinunciando ai festeggiamenti sfrenati, dovremo riscoprire le piccole cose e gli affetti più solidi. Dove non potè la crisi, che non ha mai scoraggiato gli italiani dallo spendere e spandere per i cenoni d’ordinanza apparecchiati per tavolate da decine di commensali, arrivano le restrizioni governative. Volenti o nolenti, occorre risparmiare, e come se non bastasse l’Europa ci ha messo un veto anche sull’uso delle parole natalizie. Ma su un punto non si transige e sono le luminarie. Le piazze devono splendere, ad ogni costo (nel senso letterale del termine), perché le città sono lo specchio di chi le abita e l’eccesso di sobrietà evoca miserie e sventure – oltre a ricordarci, persino nelle feste più attese dell’anno, i nostri guai. A Roma Gualtieri sta tentando di cancellare il ricordo del vituperato Spelacchio di Virginia Raggi con un albero più alto e splendente, illuminato con led ad alta efficienza energetica, ma ogni critica impallidisce di fronte alla polemica d’Oltremanica secondo cui persino quello di Londra, come ogni anno giunto dai boschi norvegesi e installato a Trafalgar Square, è scheletrico e tristissimo. Il Natale rende tutti più buoni ma il gossip sostiene che non sia il caso degli scandinavi, autori con quel misero abete di una micidiale vendetta per la rimozione di Ole Gunnar Solskjaer, ormai ex allenatore del Manchester United. Tornando in Italia, la palma dell’albero più brutto è già stata attribuita a Lesmo, cittadina brianzola che ha toppato persino nella disposizioni dei fili di luce, sparuti e sbilenchi. Le basi, proprio: almeno a Natale puoi e devi esagerare. Come spiega lo Schiaccianoci, se non pensi in grande i tuoi sogni non si avvereranno mai.

Isabella Marchiolo