Ognuno dice la sua. Chi la spada grossa senza cognizione di causa, chi si improvvisa esperto di politica estera. E chi, poi, sostiene di fare controinformazione da sempre e si prende il lusso di discernere su chi ha responsabilità sull’attacco di Mosca all’Ucraina. Mah, il mondo è bello perché variegato. Si è parlato di responsabilità della Nato.

Ma in quanti conosco il suo ruolo, le sue finalità e chi ne fa parte? Comunque sia, ecco in breve la qualche chiarimento sulla Nato. L’Organizzazione del trattato dell’Atlantico del Nord: è nata nel 1949 con il Patto atlantico e originariamente il suo scopo principale era quello di difendere il blocco euro-atlantico dal rischio di un attacco sovietico. La nascita della Nato coincide con la firma del trattato di Washington del 4 aprile 1949. La Nato è quindi un’organizzazione internazionale la cui sede si trova a Bruxelles, nel cuore dell’Ue. Il segretario generale è attualmente il norvegese Jens Stoltenberg. Vediamo quali sono le funzioni della Nato, quali Paesi ne fanno parte e qual è il suo ruolo nella crisi russo-ucraina.

La Nato è un’organizzazione internazionale basata sulla necessità di garantire la sicurezza nella vita quotidiana e il benessere dei cittadini. Il suo scopo è quello di “garantire la libertà e la sicurezza dei Paesi membri attraverso mezzi politici e militari”.

Come si legge sul suo sito ufficiale, la Nato si fa promotrice dei valori democratici e la sua attività deve spingere i membri a collaborare sulla difesa, sulla sicurezza e con l’obiettivo di prevenire i conflitti. Difatti dal punto di vista militare l’organizzazione “si impegna a risolvere pacificamente le controversie”.

Nel caso in cui falliscano gli sforzi diplomatici, allora ha il potere militare di intraprendere operazioni con l’obiettivo di gestire la crisi. Lo può fare basandosi sulla clausola di difesa collettiva contenuta nel trattato fondativo o dietro mandato delle Nazioni Unite. Uno dei principi basilari della Nato è quello per cui un’aggressione a uno dei suoi membri equivale a un’aggressione a tutti per il principio di difesa collettiva. In caso di aggressione la Nato può intervenire sulla base dell’articolo 5 del trattato di Washington, finora invocato solamente nel 2001 in seguito agli attacchi terroristici dell’11 settembre. Attualmente sono 30 i Paesi membri della Nato tra quelli europei e nordamericani. Ci sono poi i Paesi partner della Nato: sono 40 e lavorano direttamente con l’alleanza. Tra questi c’è anche l’Ucraina. Va spiegato che può diventare membro della Nato “qualsiasi altro Stato europeo in condizione di soddisfare i principi di questo trattato e di contribuire alla sicurezza dell’area nord-atlantica”, come si legge ancora sul sito.

La Nato ha anche predisposto un piano d’azione per l’adesione: il suo scopo è quello di aiutare gli aspiranti membri a prepararsi all’adesione e a soddisfare i requisiti richiesti attraverso consigli pratici e assistenza diretta.

Le decisioni prese dalla Nato sono espressione della volontà di tutti i 30 Paesi membri: tutte le decisioni, infatti, vengono prese all’unanimità. Le operazioni e le missioni più importanti condotte dalla Nato riguardano il Kosovo, la messa in sicurezza del Mediterraneo e il sostegno all’Unione africana. E il Belpaese? L’Italia è tra i primi firmatari del trattato istitutivo della Nato. Non a caso c’è un quartier generale in Veneto, vicino Vicenza. Poi ci sono le basi Nato in Italia: a Bagnoli, Verona, vicino Ferrara. Più la sede di Roma. In Italia si svolge l’attività di formazione e addestramento. I militari italiani operano, sotto la bandiera Nato, in diversi scenari internazionali a supporto delle operazioni di pace. Attualmente sono impegnati all’estero circa 7.500 soldati italiani.

Infine, è da affermare che il ruolo della Nato è fondamentale nella questione russo-ucraina. Innanzitutto bisogna ricordare che l’alleanza è nata proprio come difesa contro la paura di un attacco o di un’azione militare sovietica. La risposta sovietica fu la nascita del patto di Varsavia.

C’è poi una questione molto più attuale: il possibile allargamento della Nato coinvolge anche l’Ucraina con un dialogo partito nel 2005 e con gli ultimi importanti passi mossi tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022.

La paura del Cremlino è che l’adesione di Kiev alla Nato possa rappresentare un pericolo per la sua sicurezza e per il predominio su quell’area. L’Ucraina è confinante con la Russia e Mosca teme di perdere quello che è una sorta di cuscinetto con l’occidente.