Claudio Marelli, già numero due dei socialisti in epoca craxiana, venerdì scorso, 8 aprile, è sceso da Milano a Cosenza per ricordare il ventennale della morte di Giacomo Mancini, invitato dalla Fondazione Mancini della stessa città.

Egli ha fatto una rievocazione della loro amicizia, sebbene ci fosse un salto generazionale, non ideologico. Il loro legame si consolidò sul comune sentire i temi dei diritti civili, del garantismo e delle conquiste sociali. Un terreno autonomista certo, ma declinato sul versante socialdemocratico. Ma Giacomo Mancini, come d’altronde Pietro Nenni che fu il suo mentore,
non è mai stato anticomunista, anche se non mancarono mai i contrasti e le polemiche. L’anello di congiunzione tra le Botteghe Oscure e il socialismo nenniano fu Emanuele Macaluso. Un mondo distante ma non ostile dal Martelli dialogante. Ciò è emerso dal racconto che l’ex ministro della Giustizia ha fatto al Rendano di Cosenza. Altro elemento emerso dalla sua
ricostruzione storica è la presa di distanza che ha fatto lo stesso Martelli da Bettino Craxi, reo di non aver capito che, crollando il Muro di Berlino, era finita l’egemonia comunista. Quindi un Martelli più lontano da Craxi che non da Mancini di cui, però, apprezzava l’aspetto pannelliano.

Bruno Gemelli