La boxe non è solo uno sport per uomini e Irma Testa lo ha dimostrato. Soprannominata “Butterfly” per la sua agilità nei movimenti, è lei la donna dei record: la prima pugile italiana a partecipare a un’Olimpiade (Rio de Janeiro 2016) e la prima nella storia del pugilato femminile italiano a vincere una medaglia (di bronzo) ai Giochi di Tokyo 2020. Nata nel 1997 a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, Irma ha cominciato a boxare in giovane età e ora è diventata un modello per tante ragazze che vogliono praticare questo sport.

La sua carriera inizia nel 2012, a soli 14 anni, quando sceglie di andar via di casa e stabilirsi ad Assisi, sotto la guida del maestro Emanuele Renzini, per dedicare tutta se stessa al pugilato. Crede fermamente nel suo talento e i risultati non si fanno attendere: nello stesso anno è campionessa italiana juniores e bronzo ai Campionati europei Junior, nel 2013 argento ai Campionati europei e oro al Campionato Mondiale Giovanile, e nel 2014 argento ai Mondiali dilettanti Youth, oro agli Europei Youth e argento ai Giochi Olimpici Giovanili di Nanchino. Nel 2015 bissa il successo al Mondiale Giovanile – vincendo anche il premio come miglior pugile del torneo – ed entra a far parte del Gruppo sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato. È ormai considerata tra le pugili under 20 più forti del mondo. Non è quindi una sorpresa la qualificazione alle Olimpiadi di Rio del 2016, dove però viene fermata ai quarti di finale dalla futura campionessa. La sua ascesa fino al raggiungimento della qualificazione alle Olimpiadi e tutte le vicissitudini personali vissute dopo la sconfitta sono raccontate nel documentario “

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Irma non ha mai nascosto la pressione e i problemi psicologici che hanno accompagnato la prima parte della sua carriera. Archiviata l’eliminazione a Rio, conquista prima il bronzo ai Campionati dell’Unione europea 2017 e poi l’oro nel 2019, ottenendo così il pass per Tokyo 2020 dove vince lo storico bronzo. Ad oggi, Irma Testa non è più solo una giovane promessa ma uno dei più grandi talenti che il nostro pugilato abbia mai prodotto, e non vediamo l’ora di scoprire quali emozioni ci regalerà in futuro.