La delinquenza s’è alfabetizzata? Calma. I criminali non sono necessariamente degli inetti. Nel film “Una poltrona per due”, i fratelli Mortimer e Randolph Duke scommisero di trasformare un ricco agente di cambio laureato ad Harvard (Winthorp) in un criminale, e allo stesso tempo rimpiazzarlo con un vagabondo (Valentine). Si volle dimostrare che il contesto in cui si è cresciuti conta fino a un certo punto per arrivare a delinquere.

In questi giorni la Guardia di Finanza ha concluso le indagini dell’operazione “Ghost Book” contro un’organizzazione criminale con base in Calabria, nella provincia di Crotone, attiva in tutto il territorio
nazionale, dedita alla produzione, vendita e distribuzione di materiale editoriale contraffatto. Un mercato illecito che produceva guadagni di circa un milione e mezzo di euro.
Gli autori contraffatti? Target medio-alto. Da Gianni Rodari (Le avventure di Cipollino) a Elena Ferrante (il primo volume della trilogia de L’amica geniale), dai ricettari calabresi a Italo Calvino (Il barone
rampante), dai libri di Fabio Volo a quelli dei Me contro Te.
Tempo fa “Il Sole 24 Ore” cercò di trovare una correlazione sull’argomento, incrociando i dati (per Regione) del numero di laureati ogni 1000 abitanti messi a disposizione dall’Istat e le denunce
presentate nel 2016, fornite dal Dipartimento per la pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno. Si scoprirono molte informazioni interessanti, soprattutto verificando per tipologia di reato. Ma, ancor prima, in Romania fu creata L’Accademia romena del crimine, con stage formativi anche all’estero.
Comunque, dalla contraffazione alla pirateria è un attimo. È stato calcolato che i libri piratati costano al settore 771 milioni di mancato fatturato e la perdita di 5.400 posti di lavoro diretti. E contando
anche l’indotto si va ben oltre. Un problema culturale e di legalità.

Bruno Gemelli