Verrebbe la voglia di ributtarli a mare, tanto sono stati vilipesi. Il logo del 50° anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace è stato stroncato da Vittorio Sgarbi che ha detto: «Fa cagare, merita tutta la nostra disapprovazione». Non è la prima volta che le istituzioni locali affidano (in ipotesi) una commessa non al più bravo ma al più raccomandato. Questa malattia si chiama provincialismo codino.



Fra l’altro la Regione Calabria è recidiva in materia. Anni fa la giunta regionale commissionò uno spot umanizzando i guerrieri che giocavano a nascondino. Semplicemente ridicoli!

Nel 2003 la Commissione Bilancio del Consiglio regionale della Calabria si occupò dei Bronzi di Riace. All’epoca le proposte di Giovanni Nucera (Cdu) e Alberto Sarra (An) Giuseppe Bova (Ds) e Michelangelo Tripodi (Pdci) furono accolte e unificate, modificando l’articolo del Collegato alla Finanziaria che destinava 500.000 euro «per la realizzazione di un programma di rilevanza nazionale, incentrato sulla diffusione della conoscenza e della valorizzazione dei Bronzi di Riace, d’intesa con gli Enti locali competenti». La novità stava nel fatto che tale programma non poteva essere in alcun modo finalizzato all’utilizzazione di “cloni” o riproduzione dei Bronzi e andava definito concordandolo con Comune e Provincia.

Bruno Gemelli