“Decidere di fare l’astronauta non è come decidere di fare l’avvocato o l’architetto. Si devono verificare una serie di condizioni e ci vuole anche una buona dose di fortuna”: scrive Samantha Cristoforetti, astronauta, aviatrice e ingegnera, nel suo libro “Diario di un’apprendista astronauta”.

Prima donna italiana ad entrare negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea, nominata Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e ambasciatrice UNICEF, Samantha è davvero “un esempio molto importante per tutte le donne del nostro Paese”, come l’ha definita il capo dello Stato Sergio Mattarella durante la sua visita all’ESA nel 2015. Nata a Milano il 26 aprile del 1977 ma cresciuta a Trento, fin da piccola sogna di diventare astronauta e andare nello spazio, mentre guarda in televisione le partenze degli Space Shuttle e gli episodi di Star Trek. Dopo tre anni di liceo linguistico a Bolzano e un anno negli Stati Uniti con Intercultura, nel 2001 si laurea in ingegneria meccanica all’Università tecnica di Monaco di Baviera (Germania) e nel 2014 in Scienze Aeronautiche presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Federico II di Napoli con 110 e lode. Parallelamente agli studi, porta avanti la carriera da pilota militare presso l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, distinguendosi come allieva modello e arrivando fino al grado di Capitano, prima di annunciare il congedo nel 2019. La svolta professionale arriva nel 2009, quando l’Agenzia Spaziale Europea la sceglie tra oltre 8.500 aspiranti astronauti. La prima missione cui prende parte è denominata “ISS Expedition 42/43 Futura” e prevede il raggiungimento della Stazione Spaziale Internazionale il 23 novembre 2014. Samantha trascorre ben 199 giorni nello spazio, conseguendo il record europeo di permanenza nello spazio in un singolo volo.
Molto attiva nella divulgazione scientifica a mezzo stampa, televisione e social network, ha tenuto un diario dettagliato in lingua inglese della sua prima missione, da 500 giorni prima a 200 giorni dopo la partenza, delegandone poi la traduzione all’ISAA (l’Associazione Italiana per l’Astronautica e lo Spazio, di cui lei stessa è socia onoraria). Oltre all’italiano e all’inglese parla tedesco, francese e russo. La sua attuale sfida è il cinese, che sta studiando anche in previsione di possibili progetti futuri. Le è stato dedicato “Astrosamantha – La donna dei record nello spazio”, un film documentario del 2016, diretto da Gianluca Cerasola, che la segue nel duro percorso che l’ha portata al suo primo volo nello spazio. Le è persino stata dedicata una Barbie, creata nel 2018 come “pezzo unico” e oggi disponibile in tutta Europa. Si tratta di una collaborazione tra il marchio ed ESA per ispirare le bambine e incoraggiarle a diventare la prossima generazione di astronauti, ingegneri e scienziati spaziali. Quando non è in viaggio per lavoro, l’astronauta vive col partner Lionel e i loro due figli, Kelsi Amel e Dorian Lev, vicino al Centro Astronauti dell’ESA a Colonia (Germania). Da non scordare che la Cristoforetti nei giorni scorsi era stata beccata dai social in merito al fatto che avrebbe lasciato i figli al compagno durante la missione che la sta vedendo protagonista. Ma lei con grande umorismo ha replicato “Non vi preoccupate che per i bimbi ho portato qui nella navicella un monitor”.