Se i napoletani pregano san Ciro, noi, in Calabria, veneriamo San Giro, l’unico in grado di fare miracoli per tagliare le erbacce, rattoppare le buche sulle strade e, in qualche caso, asfaltarle. I cantieri sono operativi da qualche settimana e ogni comune attraversato dalla carovana ciclistica si “lava la faccia” per poter offrire la migliore immagine possibile alle riprese televisive (auspicando che i telecronisti non reiterino commenti inopportuni e graffianti sui calabresi ‘ndranghetisti, come avvenuto in passato!). Due tappe, la prima da Palmi a Scalea, l’altra da Diamante a Potenza, per 228 chilometri le strade calabresi (196+32 per la frazione della seconda sino a Castrocucco di Maratea), ancora una volta, saranno teatro della kermesse rosa.



C’è stata una raffazzonata campagna pubblicitaria da parte della Regione (nonostante la presentazione del Giro sia avvenuta nel novembre 2021), che ha evidenziato la consapevolezza dell’importanza dell’evento ritenendo la corsa un palcoscenico importante per poter mostrare non solo all’Italia le proprie bellezze, ma alla fine il portafoglio si è aperto per pochi spiccioli, mentre apparivano manifesti e locandine ufficiali diffusi dall’organizzazione targata “Gazzetta dello Sport” con la foto dell’Isola Dino (che è il simbolo di Praia a Mare e non di Scalea), opportunamente sostituita dopo qualche giorno. Così, oltre al dilemma identitario del tesoro di Talarico avremmo avuto un trasferimento di isola da Praia a Scalea (altro miracolo di San Giro).

Siamo al sud…cosa vogliamo fare?! La Calabria torna, per due giorni, però, a far parte dell’Italia. Dove non arriva il PNRR arriva il Giro, il business del Giro. Tutti pazzi per le due ruote, anche se la regione rimane a piedi o in attesa di quell’alta velocità che in buona parte si sovrapporrebbe al percorso delle due tappe e che, nella realtà, a parte l’attuale linea ferroviaria che fa diventare treni regionali le Frecce e Italo, tra strade statali obsolete e con accessi e uscite impensate al tempo della progettazione e limiti di velocità imposti dai comuni per fare cassa, mantiene – se non riduce – la velocità media dei ciclisti.



Palmi, Scalea e Diamante si vestono di rosa, con biciclette e tanti fiori sui balconi e nelle aiole. Quella che arriverà a Scalea, con percorso interamente pianeggiante, si concluderà con ogni probabilità in volata e dopo appena pochi minuti si tornerà ad affrontare i problemi del territorio e l’incipit di un’estate con tanti punti interrogativi. Ma nel frattempo ci sarà il Motoraduno, sempre a Scalea, evento atteso malgrado il tono sempre più “cafonal”, che però non compenserà le perdite di fatturato legate ai russi proprietari di case che rimangono giocoforza in Russia. Frattanto, per un po’ di tempo, bisognerà accendere un bel cero a San Giro. Poi, si vedrà.

Letterio Licordari