Nel 2021 le spese per gli aiuti allo sviluppo hanno raggiunto la cifra record di 179 miliardi di dollari e l’Ocse ha applaudito. Peccato che negli stessi dodici mesi le spese militari abbiano raggiunto anch’esse una cifra senza precedenti, 2.113 miliardi di dollari, dodici volte gli aiuti allo sviluppo.


Il mondo si sta riarmando, le spese militari crescono ininterrottamente da 7 anni e neppure la pandemia ha frenato la corsa. Gli Stati Uniti, che guidano la classifica, hanno speso 801 miliardi di dollari in armamenti e in 10 anni hanno aumentato del 24% la spesa per ricerca e sviluppo in ambito militare, Ma è la Russia che per le armi spende di più rispetto al Pil, il 4,3%.
Il risultato è che quasi 13.000 missili atomici sono pronti al lancio. La metà di essi è attivabile in pochi minuti, anche per un errore umano o dell’intelligenza artificiale. Questo arsenale, posseduto da 9 paesi, è custodito in minima parte anche in Italia. Ma il dispiegamento minimo, quando si parla di testate nucelari, equivale comunque al rischio massimo. Luca Ciarrocca, in passato corrispondente dagli Stati Uniti per diversi giornali, pubblica una dettagliata inchiesta sulla corsa al riarmo nucleare che l’editore Chiarelettere intitola “Terza Guerra Mondiale”. L’ipotesi giornalistica, molto documentatata anche se priva ovviamente di conferme ufficiali, è che il nostro paese ospiti tra Ghedi ed Aviano il 40% dell’arsenale nucleare americano in Europa. Il resto si trova in sei basi tra Germania, Belgio, Olanda e Turchia.